Domo d’ Ossola. 69
Da Villa la strada va retta sin presso a Domolasciaudo a sinistra, or più or meno in altole terre di Costa, Valpiana , e Calice, e Va-lauzo e a destra le Gabane ossia Magazzini ecasucce per lo più di legno, ove deporre sisuole ciò che sin qui viene pel fiume, o quisi carica; e oltre il fiume v’ è Beola , di cuiparlossi, Quarta e Coasca , e tragittando ilfiume Melezza proveniente da Val Vegezza ,Vassi alla mentovata Masera. Prima di giugne-re a Domo vedesi un monticello chiamato ilCalvario , così detto perchè rammenta il monteconsacrato colla morte del Redentore. Osser-verà il Naturalista che qui il monte è di roc-cia primitiva fogliata a strati verticali, e chetale è pure l’opposto monte di Trontano.
Prima d’ arrivare a questo colle v’ è all’ ouestuna breve valle, detta valle d’Auzone, impor-tante perchè somministra quel sasso oliare chenoi chiamiamo pietra da Lavezzó o Lavezzella ,che resistendo al fuoco serve ad utensilj dicucina e alle stufe, in cotesta e nelle piùelevate, valli necessarie e frequenti ; e servedel pari per fabbriche e per ornati che ben li-sciati somigliano bronzo.
Piega la strada a sinistra scostandosi dallaTosa , e dopo mezzo miglio si giunge a Domo,così detto ne’ tempi posteriori, perchè ivi erala chiesa principale e matrice di tutta la valle.Anticamente questo borgo chiamavasi Oscela ,e vuoisi edificato dagli Osci, vetusti popolidel]’ Etruria. Tolomeo colloca Oscela ne’ Le-pori/]. Questo borgo subì la fortuna di tuttigli abitatori di questa vaile, soggetta in ogni