<ja Crevola.
da quello della Candoglia , dice Monsig. Besca -pò Vescovo di Novara , che nelle visite sue pa-storali osservava pur sovente le cose con occhioda Naturalista e da Antiquario (*). Questo mar-mo somministra di fatti la calcina a molte fab-briche della valle, non trovandosi altro sassocalcare , per quanto m’ è noto , se non il mar-mo di Gondo , o la dolomia, di cui parlerò,in vetta al Sempione. Egli trovò pur qui gli a-vanzi d’un iscrizione che Alciato copiò intieraa Sesto Calende, ( e che ora è in Milano) postavida certo Veccone o Beccone, sulla quale è scol-pito a rilievo un becco. Parlai già d’altra i-scrizione relativa al viaggio di Cesare ; e sebbenequeste siano forse supposte, certo è però , chenarra egli stesso (**) d’ aver fatta adattare altrasporto delle merci dalla Gallia Cisalpinaalla Transalpina, questa via delle Alpi.
A Crevola, rammentasi ancora la stragefatta nel 1487 de’ Vallesani , e de’loro allea-ti ; e ricordasi il furore e la barbara ferociache mostrarono allora le donne Ossolane nelvendicare i ricevuti affronti.
Si discende alquanto , giacché per la rapi-dità e durezza del sasso è convenuto salirepiucchè il corso del fiume noti l’esigeva.Ea strada sempre larga 8 metri (ri, 5 ,4 ,4braccia milanesi ) è sovente tagliata nel gra-nito , o nello scisto argilloso granatifero ,in cui ben discernibili sono i grossi granati.Per la difficoltà di rompere e tagliare il sasso
(*) Novarìa Sacra. Lìb. I. p, ac>4
(**) Commentar- Lìb. I.
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