7 4 Isella ., Gondo.
gli abeti, le grandi scogliere che stanno in al-to, e par che minaccino di cadere, sono tuttioggetti che occupano e sorprendono il Viag-giai oie.
Da Isella si Va a Gondo, ma prima digiugnervi si passa per due gruppi di casede’quali uno dicesi Balrnerei, e l'altro SanMaico. Gondo sta presso al confluente d' untorrente thè venendo dal S. O. si getta nelDovedro. Lì piesso è una miniera di piriteaurifera; e lì pure v’è un filone di marmo,che somministra la calcina alla parte mediadella valle. Presso Gondo è il confine del Re-gno Italiano, e comincia il Vallese ; ma queiRepubblicani, non ricchi abbastanza per soste-nere la spesa di sì gran via , acconsentono chei nostri nel loro territorio lavorino sin a Ca-blo, e che faccia il resto l’Impero francese.
Dopo Gondo, la strada, che sin qui pareastendersi in un piano, non avendo' che seipiedi d’alzata per ogni centinaio, non divie-ne già molto più ripida, (poiché in 400 metrinon s’alza che di 3 a) ma è doppiamente pie-gata, per acquistare dolcemente la brusca al-zata che fa il monte. Così si prosieguo sino altorrente di Frassinone, che precipita da altoghiacciaio appoggiandosi a duro granito versoN. O. Qui non solo si è formato un bel pon-te, presso una cupa e fragorosa cascata delDivedrò, ma è pur convenuto scavarvi in se-guito una galleria lunga 1 82. metri ( quasi 3 o 6br. mi!. ) ; la quale tanto per secondare leripiegature del monte, quanto per istahilirviuna linea visuale di direzione, è stata distri-buita in tre parti, con due ampie aperture,