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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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fio Formazza , Frua.

obelischi uguali agli egiziani, se potessero dicolà traspostarsi. Ùn pittore ivi trova una del-le più vaghe e variate romanzesche scene chefigurar mai possa.

S’ascende poi a un villaggio detto il Passo,e quindi viensi a Fopiano per angusto sentie-ie, presso a graniti stratificati, e a massi e-norrni staccati, su un de’quali è costruito unpiccol forte, lasciando intanto a sinistra unabella cascata. Osservasi, caromin facendo, unfenomeno non raro ne’ graniti, cioè che alcu-ni massi si sfogliano a sottili strati, taloraanche concentrici, se il masso è di figura con-vessa; il che devesi non solo all’azione ester-na dell’ aria, dell’ acqua , e del sole ; ma all’ es-sersi indurata l’esterna superficie piucchè laparte interna, onde quella da questa dovèstaccarsi.

Da Fopiano, ove veggonsi gli ultimi noci,sì sale a Formazza, paese che dà il nome allavalle, e da cui si può, volgendo a destra, pas-sare in vai Maggia. Per andarvi si varca, perassai incomoda via, una vetta detta la Forcadel Bosco , per distinguerla dalla Forca piùelevata di cui parlerassi, e si discende a Bosco,Cerentino, e Cevio. Ma la strada di vai For-mazza entra qui in un bosco di pini e lasciaabbasso la Tosa in un profondo gorgo. For-mazza, detto in tedesco Pomat, è a 648 tesesopra il livello del mare. S’arriva dopo tre quartid’ora a Frua, ove una magnifica cascata delfiume di 600 piedi d’altezza presenta de'va-ghissimi accidenti. Per una via a zig-zag, ta-gliata nello scoglio medesimo da cui la Tosaprecipita, si sale nella valle superiore. Qui fi-niscono