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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Val Formazza. . 8«

insceno i graniti venati. Ivi congiugnesi al ra-mo principale un torrente che dà il nome diVal Tosa alla valle per cui viene, e per la qua-le, varcando la vetta, si passa in vai Leveniina.

Continuando dirittamente al Nord il cam-mino, per una ripidissima salita, giugnesi al-le vallette superiori, ove son le capanne per1 ’ estivo soggiorno delle mandre, e de’pastori.Veggousi qui gli ultimi larici, ma piccioli emeschini. Si tragitta il fiume, e si sale a Mo-rast valle più elevata, ove sono altre capannepastoreccie. Il monte che vedesi a Nord-ovestè di scisto in istato di decomposizione, e dicolor di ruggine, indizio di sostanze minerali.Poco sopra perdesi il fiume, e corre sotto laneve ivi caduta per frane da più alte vette;ma, oltrepassata la neve, si entra in nn prato,che a state avanzata non invidia i più ricchigiardini; tanto son numerosi variati e vaghi ifiori che lo smaltano. A fianco s’ ha uoa roc-cia granatifera, a cui s’appoggia un marmocalcare. Dopo un altro angusto prato si passasullo scisto stratificato a varj colori, sì che pareUn panno rigato. S’ascende alla vailetta ulti-ma, e camminando sullo scisto, e su frantu-mi d’ardesia e anche calcari, per Una via al-quanto pericolosa, si ghigne ai ghiacciaio diGries, da cui la Tosa trae la primaria sua fonte.

Da quella cima molte altre vette si vedono,c’i Naturalista, di colassù, volgendo in girolo sguardo, osserverà, istruendosi, come queimonti dalla natura granifcosa passano alla sci-stosa, serbando a un dipresso l’orizzontalità'^egli strati. La vetta a cui si sale ha 1223 tesesopra il livello del mare. Poco più al Nord