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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Dazio-grande , Prato. j?

di óra franato, ora coperto di terra Vegetale ,più non serbando la primitiva situazione. Poila valle si stringe sì che appena v’ è luogo pelfiume e per la strada ; anzi questa è soventescavata nello scoglio. Qui le vene del gra-nito, eh’è più fino del precedente, veggonsisovente piegate a zig-zag, come una § ro-vesciata. In cima alla salita che costeggia questogranito trovasi Dazio grande, ove ogni fora-stiere paga un ben giusto pedaggio pel man-tenimento della strada. Guardandosi indietrobe n si vede che il Ticino ha tagliato un montech’era un ramo della catena generale, e ob-bliquo alla medesima. Al finir di questa mon-tagna veggonsi sotto una chiesa presso la stradagli ultimi indizj de’ graniti venati a stratiorizzontali.

Quindi inanzi non trovansi che scisti mica-cei , e questi pur infrequenti , essendo i monticoperti di terra vegetale. Fra i rottami sullastrada vedesi anche del marmo calcare.

Prima di giuguere a Dazio s’ ha in facciala terra di Prato. Ivi fra hei filari di piniVedesi una vaga cascata entro una gola delmonte in capo alla quale sono i monti diCampo-lougo. A Prato trovansi le più bellesappare , gemme di cui parleremo, ed a Campo-Io ngo il Sig. Fleuriau trovò la dolomia e-lastica.

A quattro miglia sopra Dazio, ad Ambridi sotto, s’entra in un piano ovale, e sen’ esce a Piotta , oltre il qual paese lo scoglioè di scisto micaceo calcare a strati tortuosi eondati. Si passa poi il Ticino ove la vallestringesi, e vedesi che il fiumé attraversa qui

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