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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Da Sesto al Naviglio. 109

La riva del Ticino è formata pur essa dighiaja a varj strati , ne'quali si veggono deimassi grandissimi di granito, di selce, e d’al-tre dure pietre, frammezzati di strati d’arena ,di piccola ghiaia, e talor di terra. V’è pur moltoe bianchissimo quarzo; e fin qui vengono aprovvedersene i Veneziani per le loro fabbri-che di cristalli e di terre cotte.

Dopo un viaggio di ben trenta miglia, chefessi in brevissimo tempo, or maggiore or mi-nore secondo che scarseggia o abbonda l’acqua,ma non mai al di là di quattro ore, si giun-ge sotto Tornaraento alla così detta Gasa del-la Camera. Ivi, come s’è detto, si toglie alTicino gran parte dell’acqua sua per formar-ne il Naviglio grande. Il resto continua purnavigabile sin a Pavia e al Pò, e va con que-sto al Mare.

Secondo le misure prese dai nostri Matema-tici (*) il Lago Maggiore a Sesto è più altodel livello del mare di br.SSa^/u, cioè, 646,!/<*piedi par., (misura un po' minore di quantosull’asserzione del sig. Co. Morozzo dicemmodi sopra), e v’ha da Sesto alla Casa della Ca-mera , ove il Naviglio si deriva , br. r58 diCaduta; il che rende ragione della grande ve-locità, con cui lebarchediscendono.il livellodel Verbauo è di br. 8,7/ir inferiore a quellodel Lario, e di br. is3,6/xi inferiore a quellodel lago di Lugano.

(*) V- Orioni. Altezze de’ Jjaghi di Corno ec. Opus<%*^elti Tom. XV. pag. 3c5.