ii© Oro nell'arena.
Poiché il Ticino esce da profondo lago, ealtronde le arene sue hanno dell’ oro in pa-gliuzze, che raccolgousi cou vantaggio al di-sopra , e al disotto di Pavia, e sulla spondadel Pò medesimo, alcuni immaginarono chequest’oro venisse da monti, ove ne sono leminiere, come superiormente osservammo , e vifosse stato trasportato prima della formazionede’Laghi, nel fondo de’quali ora precipiterebbe,se p. e. l’Anza, l’Ovesca, e la Tosa ne portas-sero ancora. Ma altri, e fra questi il eh.nostroBossi (*), osservano che noi non abbiamo nel-le miniere nostre oro na tivo qual è quello del-le pagliuzze d’oro esistenti fra le arene, mabensì oro larvato cioè mineralizzato con altiesostanze, e che ben è più naturale, che talipagliuzze siano state sparse fra le arene origi-nariamente, o venutesiano da miniere e monti,die or più non esistono. Il mezzo d’estrarretali pagliuzze dall’arena, non è, com’egli os-serva , il più opportuno; e converrebbe adot-tare quello de’Zingari d’Ongheria, che con-siste in una tavola, la quale ha per traverso24 scanalature profonde circa mezzo pollice.Tengono la tavola inclinata dai 3o ai 35 gradi.Metton la sabbia aurifera nella prima scanala-tura, c gettandovi su molt’acqna fanno chela sabbia quarzosa e tonda cada con essa, e lepagliuzze restino nelle scanalature con pocasabbia, che separano poi in una specie di ca-tino di legno che ha un rialzo in mezzo, e
(*) Memoires eie l’Acacl- r- des Sciences eie- <le T»*'»in, pour les années sr r et xm Prara. Part. à la fi* 1 '
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