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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Da Sesto al Naviglio.mescendovi deli’ acqua eoa opportuno motofanno sì che l’oro limane quasi puro da unlato. L’oro, che nelle arene del Ticino e delPò si raccoglie, è purissimo. Pensa il P. Cor-tiiiovis (*) che l’elettro degli antichi sia ilplatino moderno, e che di questo trovar seudebba fra le arene nostre *, ma sebbene misteall’ oro veggansi delle foglie argentine, purl’analisi chimica che se n’è fatta non ha datoindizio alcuno di platino,i II Naviglio grande fu scavato circa Tanno

ll 17 j quando ebber fine le ruinose guerracivili , e respirò la Lombardia e T Italia. At principio non si ebbe in mira che Tirrigazione.. Quindi si pensò a rendere stabile l’imboccatura[ del nuovo canale , mediante tal riparo , che. tuttavia sussiste , per cui il Ticino non può} cangiar alveo, tal’imbrigliatura per cui nè

, troppo s’abbassi e lasci a secco il canale, nè

„ troppo sollevato sia , e interrompa la naviga-

- zione verso Pavia e’1 mare, a cui s’avvia men

- rapido ; poiché dalla Gasa della Camera al-

0 T imboccatura del Ticino in Pò , tré miglia,, sotto Pavia, la discesa è di braccia i55 , e dii, là al mare, quantunque lunghissimo sia il^ tratto, nou ve n’ha che io5 (**).

L e Nel succennato secolo xii le acque del[e Naviglio non furono condotte che ad Abbia-da tegrasso , daddove spandeausi poi sulle campa-v gne pavesi. Dopo la metà del secolo xm se

(*) Suir elettro degli antichiOp. Se. T- XlII. p- 217.

(**) V. Pini. Eie p. de ’ monti deJJ,a Lombardia. OpuscScel i. Tom. IV. pa°> 289.

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