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sere dopo l’osservazione. Mi fissai una seranel suo raggio , riguardandolo con oc-chio continuo e senza batter palpebra,nel quale stato essendomi alquanto tratte-nuto , a poco a poco lo vidi incominciarea scoi’ciare , tanto che in brevissimo tem-po non vedeva altro che il nudo corpicei■lo della cometa tosato perfettamente , etondo e terminato in guisa, ch’io non ladiscerneva da un’ altra stella. Allora batteile palpebre , ed il raggio fu subito’ rinato ,e di nuovo tornandomi a fissare , tornavaa perderlo , e movendo l’occhio e chiu-dendolo , nel riaprirlo sempre ve lo ritro-vava. Questa prima osservazione fu da mefatta per istrada, mentre andava cammi-nando e guardando la cometa; e fu allorache mi venne in testa, che la faccenda nonsarebbe ita altrimenti ; onde per meglioassicurarmi , provatomi e riprovatomi piùvolte , e sempre mostrandomisi costante1’ effetto dello sparire e ritornare il raggio,non avendo con esso meco altro cheun servidore , il quale mi portava la lan-terna, volli provare s’ egli aveva tanto cer-vello d’intendere l’osservazione e di saper-la fare. Datogli dunque ad intendere nelmiglior modo eh’ io seppi, quello che fardoveva , con tutto che egli vi si mettessecon ferma opinione che ciò non potesseessere, in ogni modo non si fu provatpdue volte, che confessò di veder anch’ e-gli lo stesso eh’ io diceva d’aver veduto.