VIRGINIA
rEasoHisei
APPIO CLAUDIO
VIRGINIO
NUMITORIA
VIRGINIA
ICILIO
MARCO
POPOLO
Littori
Seguaci d’ IcilioSchiavi di Marco
Scena — Il Foro di Roma.
ATTO PRIMO
SCENA I.
NUMITORIA, VIRGINIA
NUMITORIA
Che più t’arresti? Vieni: ai lari nostriTornar si vuole.
VIRGINIA
O madre, io mai da questoForo non passo, che al mio piè ritegnoAllo pensier non faccia. È questo il campo,Donde si udia già un di liberi sensiTuonar da Icilio mio; mulo or lo rendeAssolula possanza. Oh, quanto è in luiGiusto il dolore e l’ira !
NUMITORIA
Oggi, s’ei t’ama,
Forse alcun dolce ai tanti amari suoiMescer potrà.
VIRGINIA
S’ei m’ama?... Oggi?... Che sento?
NUMITORIA
Si, figlia: alfin tuoi caldi voti ascolta,
Ed esaudisce il genitore; ei scrive
Dal campo, e affretta le lue nozze ei stesso.
VIRGINIA
Al mio si lungo sospirar, fia vero,
Che il fin pur giunga? Oh quanto or me fai lieta !
NUMITORIA
Non men che a le, caro a Virginio ognora
Icilio fu: Romani entrambi; e il sono,
Più che di nome, d’opre. II pensier tuoPiù altamente locar dato non t’ era ,
Che in cor d’Icilio, mai: nè pria ti strinseIl padre a lui, che a tua beltà non fossePari in le la virtù: d’Icilio degna,
Pria che d’Icilio sposa, ei ti volea.
VIRGINIA
Tal dunque oggi mi crede? Oh inaspettataImmensa gioia 1 L’ottener tal sposoPareami il primo d’ ogni ben : ma un beneMaggior d’assai fia il meritarlo.
NUMITORIA
Il merti ;
Ed ei ti merta solo; ei che mostrarsiOsa Romano ancor, mentre sta RomaIn reo silenzio attonita vilmente,
E, nel servaggio, libera si crede.
Pari fossero a lui que’ vili illustri,
Cui narrar dei grandi avi ognor le impreseGiova, e tradirle 1 In cor d’Icilio han seggioVirtù, valor, senno, incorrotta fede...
VIRGINIA
Nobil non è, ciò basta; e non vendutoAi tiranni di Roma : indi egli piacqueAl mio non guasto core. Accolta io veggoIn sua libera al par che ardita fronte,
La maestà del popolo di Roma.
In questi tempi iniqui, ove pur ancoTrema chi adula, il suo parlar verace,L’imperterrito cor, la nobil ira,