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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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VIRGINIA

I pregi son, che han me da me divisa.

Plebea, mi vanto esser d’Icilio eguale :Piangerei d’esser nata in nobil cuna,

Di lui minor pur troppo.

NUMITORIA

In un col latteT’imbevvi io l’odio del patrizio nome:

Serbalo caro; a lor si dee, che sono,

A seconda dell’aura o lieta, o avversa,

Or superbi, ora umili, e infami sempre.

VIRGINIA

Io smentir miei natali? Ah! non sai, madre,Ragion che in me il magnanim’ odio addoppia.Privati miei, fmor taciuti, oltraggiTi narrerò.

NUMITORIA

Vadasi intanto.

VIRGINIA

Udrai

A che mi espon questa beltà, che grataMi è sol per quanto a Icilio piace...

SCENA II.

VIRGINIA, NUMITORIA, MARCO, Schiavi

MARCO

È questa,

Si, la donzella è questa. Alle mie case,Schiavi, presa si tragga: ella è mia servaNata, qual voi.

NUMITORIA

Che ascolto?... E tu, chi sei,Ch’ osi serva appellar romana donna?

MARCO

Nota è tua fraude, e vana; invan ritorlaCerchi ai dovuti ceppi. Ella a te figliaNon nacque mai, nè libera. Di RomaSon cittadino anch’ io ; ne so le leggi ;

Le temo, e osservo; e dalle leggi or traggoDi ripigliar ciò, che a me spetta, ardire.

VIRGINIA

Io schiava? Io di te schiava?

NUMITORIA

A me non figlia?

E tu, vii mentitor, sarai di RomaTu cittadino? agli atti, ai detti infami,

Dei tiranni un satellite ti credo,

Ed il peggior. Ma sii qual vogli, apprendi,Che noi siam plebe, e d’incorrotta stirpe;Che a’ rei patrizj ogni delitto e fraudeQui spetta, e a’lor clienti: in oltre, apprendi,Ch’ è padre a lei Virginio ; e eh’ io consorteSon di Virginio; e eh’ ei per Roma in campoOr sotto l’armi suda ;... e eh’ ei fia troppoA rintuzzar tua vii baldanza...

MARCO

E eh’ egli,

Da te ingannalo, la mal compra figliaNata crede di le : nè con qual arte

La non sua prole supponesti a lui,

Seppe, nè sa. Dove fia d’uopo, addurneMi udrai le prove. La mia schiava intantoMeco ne venga. Io mentitor non sonoNè di Virginio tremo : all’ ombra sacraSecuro io sto d’invi'olabil legge.

VIRGINIA

Madre, e fia ch’io ti perda? e teco, a un trattoE padre, e sposo, e libertà?...

NUMITORIA

Ne attesto

Il cielo, e Roma ; eli’ è mia figlia.

MARCO

Indarno

Giuri; m’oltraggi indarno. O i servi mieiTosto ella segua; o tratta a forza andranne.Ad incorrotto tribunal supremo,

Se il vuoi tu poscia, ampia ragion son prestoA dar dell’ opra mia.

NUMITORIA

D’inermi donne

Maggior ti credi; ecco il tuo ardir: ma lievePur non saratti usarne forza. Il campoMal scegliesti all’ infamia: il roman foroQuest’ è; noi pensi? Or cessa; il popol tuttoA nostre grida accorrerà: Ben milleI difensor di vergine innocente.

VIRGINIA

E se pur nullo difensor sorgesse,

Svenarmi qui, pria che menarmi schiava,Carnefici, v’ è forza. Io d’alto padreFiglia, certo, son io: mi sento in pettoLibera palpitar romana 1’ alma ;

Altra l’avrei, ben altra, ove pur nataD’un vii tuo par, schiava più vii foss’io.

MARCO

Ripiglierai fra le natie cateneTosto i pensier servili; in un cangiatoDestino e stile avrai. Ma intanto il tempoScorre in vane contese; or via...

NUMITORIA

Menarmi

Presa dovrete in un con essa.

VIRGINIA

0 madre,

Forza non v’ha, che a te mi svelga.

MARCO

Indarno. —

Disgiunta sia, strappata dalla falsaMadre la schiava fuggitiva.

VIRGINIA

0 prodi

Romani, a me, s’è in voi pietade...

NUMITORIA

O figli

Generosi di Marte ; al par di voiRomana, al par di voi libera nacqueQuesta, ch’io stringo al sen materno; a forzaMe la torran quest’empj? agli occhi vostri?

A Roma in mezzo? ai sacri templi in faccia?