Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
85
JPEG-Download
 

ATTO QUINTO

85

APPIO

Qual padre il de’?

VIRGINIO

Qual roman padre il debbe.

APPIO

Rotto ogni nodo hai con Icilio dunque?

VIRGINIO

Stringonmi a lui tre forti nodi.

appio

E sono ?

VIRGINIO

Sangue, amistà, virtù.

APPIO

Perfido 1 il sangueScorrerà dunque ad eternarli.

VIRGINIO

Io presto

Son col sangue a eternarli.—Invan, m’è noto,Ti si resiste: io, la sentenza udita,

Pria che veder tormi la figlia, a morteIr m’apparecchio; altro non posso: i Numi,

Un di faran poi mie vendette, spero.

APPIO

Vedi tu d’ Appio i Numi? ecco le armateSquadre, ond’ io mi fo cerchio. Il so che d’armi,Mezzo tra aperte e ascose, oggi voi pureVi afforzate: ma stan le leggi meco ;

Sta con voi la licenza: il perder anco,

A me fia gloria; a voi fia il vincer, onta.—

Ma, vincerete voi: già in folla riedeFiero il popol nel foro: in lui ti affida;

Ognor che il vuol, egli è il signor pur sempre.Ecco Virginia addolorala; segue,

Lacera il manto e il crine, allo gridante,

La madre. Odi rimbombo? Oh di quali urliFreme 1’ aerei chi sa, quant’armi, e quanteTrae dietro sè nel foro Icilio forte I

SiCK.VA. IV.

NUMITORIA, VIRGINIA, APPIO, VIRGINIO,MARCO, Popolo, Littori

NUMITORIA

Oh tradimento!

POPOLO

Oh infausto giorno !

VIRGINIA

O padre,

Tu vivi almen; tu vivi. Ah! tu non sai...

Icilio... oimè!...

VIRGINIO

Dite; che fia? Noi veggo.

NUMITORIA

Icilio muore.

VIRGINIA

Oh ciel! che ascolto?

APPIO

Audace

Chi fu cotanto nel difender Roma,

Che il reo puni, senza aspettar, che il danniGiusto rigor di legge?

NUMITORIA

Iniquo! ardisciDissimular cosi ? — Con noi nel foroVenia securo in suo valor, quand’ eccoA lui da fronte in alto minacciosiVenir suoi fidi stessi; Aronte, Fausto,Cesonio, ed altri, in armi: Aronte grida:

« Un traditor sei dunque?... » OrribilmenteTutti d’ira avvampar, fremendo, i brandiTutti snudare, e addosso a lui scagliarsi,Quindi è un sol punto. Icilio, a ferir prestoPria eh’a parlar, rapido a cerchio ruotaGià il fero acciaro in sua difesa: AronteCade primier ; cadon quanl’ altri han coreD’ avventarsegli. — Allor gridai! da lungeI più codardi all’attonita plebe:

« Romani, Icilio è traditor: vuol farsi» In Roma re. » Suona quel nome appena,Che da tergo e da fianco ognun lo assale,

Ed imminente è il morir suo.

VIRGINIA

Qual morte

Per uom si prode !

NUMITORIA

Ma d’altrui non valeBrando a ferirlo ; in sè volge egli il suo :

E in morir, grida ; « Io, no, regnar non voglio;» Servir , non vo’. Libera morte impara,

» Sposa, da me... »

VIRGINIA

Ben io ti udia : me lassa !...Amato sposo ; e seguirotti... Io vidiBen tre fiate entro al tuo petto il brandoFisso e rifisso di tua inano ; io stesiLa non tremante mia destra al tuo ferro...

Ma... invan...

NUMITORIA

La folla, e il suo ondeggiar, ritratteCi ha dall’orribil vista, e qui sospinte.

VIRGINIA

Cade Icilio, o Romani... Appio già regna...

APPIO

Romani, Icilio al suo morir sol ebbe

I suoi seguaci, e la sua man, ministri.

Conscio di sè, 1’ obbrobriosa vita

Volle in morte emendar: moria Romano;

Ma tal non visse. — Il traditor non volliPunire io mai; caro a voi troppo egli era:

II tempo al fin tutto rischiara, e toltaHa dai vostri occhi la funesta benda.

S’io lo dannava a morte, udiavi a provaDi tiranno tacciarmi ; e si pur degnoParve ei di morte a’ suoi seguaci istessi.

VIRGINIA

Null’uom tu inganni, no; cessa: ognun vedeL’autor di cosi orribile vendetta.

Ucciso Icilio , hai la tua causa iniqua