ATTO
Se insorgon nuovi ognor perigli a lorreChe il trionfanle Agamennon qui rieda ?
CLITENNESTRA
Si accerta dunque il grido, che dispersiVuole, e naufraghi i legni degli Achei?
ELETTRA
Fama ne corre assai diversa in Argo:
V’ha chi fin dentro al Bosforo sospinteDa torbidi austri impetuosi narrale navi nostre: altri aver viste giuraSu queste spiagge biancheggiar lor vele:
E pur troppo anco v’ ha chi afferma infrantaLa regai prora ad uno scoglio, e tuttiSommersi quanti eran sovr’ essa, insiemeCol re. Misere noi!... Madre, a chi fedePrestare ornai ? come di dubbio trarci ?
Come cessar dal rio timore?
CLITENNESTRA
I feri
Venti, che al suo partir non si piacaroSe non col sangue, or nel ritorno forseVorran col sangue anco placarsi. — Oh figli !Quanto or mi giova in securlà tenerviAl fianco mio ! per voi tremare almeno,
Come già son due lustri, oggi non deggio.
ELETTRA
Che sento? e ancor quel sacrificio impressoNel cor ti sta? terribile , funesto,
Ma necessario egli era. Oggi, se il cieloChiedesse pur d’una tua figlia il sangue ;
Oggi, piena di gioia, all’ara io corro;
10 ; per salvare a le il consorte, ai Greci
11 duce, ad Argo il suo regai splendore.
CLITENNESTRA
So, che il padre t’è caro: amassi tantoLa madre tu !
ELETTRA
V’ amo del par: ma in duroPeriglio è il padre;... e nell’ udir sue crudeVicende, oimè ! non ch’io pianger ti vegga,
Nè cangiar pur veggo il tuo aspetto? O madre,Lo amassi tu quanl’io!...
CLITENNESTRA
Troppo il conosco.
ELETTRA
Che dici? oh ciel! cosi non favellaviDi lui, più lune addietro. Ancor trascorso,
Da che fean vela i Greci, intero un lustroNon era, e sospirar di rivederloOgni dì pur t’udiva io stessa. A noiNarrando andavi le sue imprese ; in essoTutta vivevi, e ci educavi in esso:
Di lui parlando, io ti vedea la guanciaRigar di amare lagrime veraci...
Più noi vedesti poscia; egli è qual s’ era:Diversa tu falla li sei, pur troppo ;
Ah ! sì, novella havvi ragion , che il pingeAgli occhi tuoi da quel di pria diverso.
CLITENNESTRA
Nuova ragio n? che parli?.,. Inacerbito
PRIMO 93
Contr’esso il cor sempr’ebbi... Ah! tu non sai...Che dico?... O figlia, i più nascosi arcaniDi questo cor, s’io ti svelassi...
ELETTRA
Oh madre!
Cosi non li sapessi !
CLITENNESTRA
Oimèl. che ascolto!
Avria fors’ella penetralo?...
ELETTRA
Avessi
Penetrato il tuo cor io sola almeno !
Ma, noi sai tu , che di chi regna ai motiVeglian maligni, intensi, invidi, quantiGli stan più in atto riverenti intorno?
Ornai tu sola il mormorar del volgoNon odi ; e credi che ad ogni uom nascosoSia ciò, che mal nascondi, e che a te solaDir non si ardisce. — Amor t’accieca.
CLITENNESTRA
Amore?
Misera me ! chi mi tradia?...
ELETTRA
Tu stessa,
Gran tempo è già. Dal labro tuo non deggioDi cotal fiamma udire : il favellarneTi costeria pur troppo. 0 amata madre,
Che fai? Non credo io, no, che ardente fiammaII cor ti avvampi: involontario affettoMisto a pietà, che giovinezza inspiraQuando infelice eli’ è; son questi gli ami,
A cui, senza avvedertene, sei presa.
Di te Gnor chiesto non hai severaRagione a te : di sua virtù non caddeSospetto in cor conscio a sè stesso; e forseLoco non ha : forse offendesti appena ,
Non il tuo onor, ma del tuo onor la fama:
E in tempo sei eh’ ogni tuo lieve cennoSublime ammenda esser ne può. Per l’ombraSacra, a te cara, della uccisa figlia;
Per quell’ amor che a me portasti, ond’ ioOggi indegna non son; che più? ten priegoPer la vita d’ Oreste: o madre , arretra,
Arretra il piè dal precipizio orrendo.
Lunge da noi cotesto Egisto vada :
Fa, che di te si taccia; in un con noiPiangi d’Atride i casi: ai templi vieni11 suo ritorno ad implorar dai Numi.
CLITENNESTRA
Lungi Egisto?
ELETTRA
Noi vuoi?... ma il signor tuo,
Mio genitor, tradito esser non merla;
Nè il soffrirà.
CLITENNESTRA
Ma; s’ ei... più non vivesse?...ELETTRA
Inorridir, raccapricciar mi fai.
CLITENNESTRA
Che dico?.. Ahi lassa!.,Oimè!chebramo?-EIettra ! ,