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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO SECONDO

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ELETTRA

Che parli?... in me?—Tu sai,Che lievemente la pietà si destaIn cor di donna. Ogni non fausta nuova,Benché non mia, mi affligge : ora saperlaVorrei; ma udita, mi dorrebbe poscia.

Umano core !

PILADE

Ardito troppo io forseSarei, se a te il tuo nome?...

ELETTRA

A voi 1’ udirlo

Giovar non puote; e al mio dolor sollievo( Poiché dolor tu vedi in me ) per certoNon fora il dirlo. —È ver, che d’Argo fuori...Spettarmi forse... alcuna cura,... alcunoPensiero ancor potria. —Ma no: ben veggio,Che a me non spetta il venir vostro in nulla.Involontario un moto è in me, qualoraStraniero approda a questi liti, il coreSentirmi incerto infra timore e bramaAgitato ondeggiare. — Anch’ io conoscoChe a me svelar l’alta ragion non dessiDel venir vostro. Entrate : i passi mieiProseguirò vèr quella tomba.

ORESTE

Tomba!

Quale? dove? di chi?

ELETTRA

Non vedi, a destra?

D' Agamennon la tomba.

ORESTE

Oh vista!

ELETTRA

E fremi

A cotal vista tu? Fama pur ancoDunque a voi giunse della orribil morte,

Che in Argo egli ebbe?

PILADE

Ove non giunse?

ORESTE

0 sacra

Tomba del re dei re, vittima aspetti?

L’avrai.

ELETTRA

Che dice?

PILADE

Io non l’intesi.

ELETTRA

Ei parla

Di vittima? perchè? Sacra d’AlrideGli è la memoria?

PILADE

...Orbato egli è del padre,

Da non gran tempo : ogni lugubre aspettoQuindi nel cor gli rinnovella il duolo;

Spesso ei vaneggia.—In te rientra.—Ahi folle!In te fidar doveva io mai?

ELETTRA

Gli sguardi

Fissi ei tien sulla tomba, immoli, ardenti;

E terribile in atto... — 0 tu, chi sei,

Che generoso ardisci ?...

ORESTE

A me la cura

Lasciane, a me.

PILADE

Già più non t’ode. 0 donna,Scusa i trasporti insani : ai detti suoiNon badar punto : è fuor di sé. — ScoprirtiVuoi dunque a forza?

ORESTE

Immergerò il mio brandoNel traditor tante fiate e tante,

Quante versasti dalla orribil piagaStille di sangue.

ELETTRA

Ei non vaneggia. Un padre...

ORESTE

Si, mi fu tolto un padre. Oh rabbia ! E inultoRimane ancora?

ELETTRA

E chi sarai tu dunque,Se Oreste non sei tu?

PILADE

Che ascolto?

ORESTE

Oreste !

Chi, chi mi appella?

PILADE

Or sei perduto.

ELETTRA

Elettra

Ti appella; Elettra io son, che al sen ti strìngoFra le mie braccia...

ORESTE

Ove son io? Che dissi?...

Pilade: oimè!...

ELETTRA

Pilade, Oreste, entrambiSgombrate ogni timor; non mento il nome.Al tuo furor, te riconobbi, Oreste;

Al duolo, al pianto, all’amor mio, conosciElettra tu.

ORESTE

Sorella; oh ciel!... tu vivi?Tu vivi? ed io t’ abbraccio?

ELETTRA

Oh giorno!...

ORESTE

Al petto

Te dunque io stringo? Oh inesplicabil gioia! —Oh fera vista ! la paterna tomba?...

ELETTRA

Deh ! ti acqueta per ora.

PILADE

Elettra, o quantoSospirai di conoscerti ! tu salvoOreste m’hai, che di me stesso è parte;

Pensa s’io t’amo.