ATTO SECONDO
117
ELETTRA
Che parli?... in me?—Tu sai,Che lievemente la pietà si destaIn cor di donna. Ogni non fausta nuova,Benché non mia, mi affligge : ora saperlaVorrei; ma udita, mi dorrebbe poscia.
Umano core !
PILADE
Ardito troppo io forseSarei, se a te il tuo nome?...
ELETTRA
A voi 1’ udirlo
Giovar non puote; e al mio dolor sollievo( Poiché dolor tu vedi in me ) per certoNon fora il dirlo. —È ver, che d’Argo fuori...Spettarmi forse... alcuna cura,... alcunoPensiero ancor potria. —Ma no: ben veggio,Che a me non spetta il venir vostro in nulla.Involontario un moto è in me, qualoraStraniero approda a questi liti, il coreSentirmi incerto infra timore e bramaAgitato ondeggiare. — Anch’ io conoscoChe a me svelar l’alta ragion non dessiDel venir vostro. Entrate : i passi mieiProseguirò vèr quella tomba.
ORESTE
Tomba!
Quale? dove? di chi?
ELETTRA
Non vedi, a destra?
D' Agamennon la tomba.
ORESTE
Oh vista!
ELETTRA
E fremi
A cotal vista tu? Fama pur ancoDunque a voi giunse della orribil morte,
Che in Argo egli ebbe?
PILADE
Ove non giunse?
ORESTE
0 sacra
Tomba del re dei re, vittima aspetti?
L’avrai.
ELETTRA
Che dice?
PILADE
Io non l’intesi.
ELETTRA
Ei parla
Di vittima? perchè? Sacra d’AlrideGli è la memoria?
PILADE
...Orbato egli è del padre,
Da non gran tempo : ogni lugubre aspettoQuindi nel cor gli rinnovella il duolo;
Spesso ei vaneggia.—In te rientra.—Ahi folle!In te fidar doveva io mai?
ELETTRA
Gli sguardi
Fissi ei tien sulla tomba, immoli, ardenti;
E terribile in atto... — 0 tu, chi sei,
Che generoso ardisci ?...
ORESTE
A me la cura
Lasciane, a me.
PILADE
Già più non t’ode. 0 donna,Scusa i trasporti insani : ai detti suoiNon badar punto : è fuor di sé. — ScoprirtiVuoi dunque a forza?
ORESTE
Immergerò il mio brandoNel traditor tante fiate e tante,
Quante versasti dalla orribil piagaStille di sangue.
ELETTRA
Ei non vaneggia. Un padre...
ORESTE
Si, mi fu tolto un padre. Oh rabbia ! E inultoRimane ancora?
ELETTRA
E chi sarai tu dunque,Se Oreste non sei tu?
PILADE
Che ascolto?
ORESTE
Oreste !
Chi, chi mi appella?
PILADE
Or sei perduto.
ELETTRA
Elettra
Ti appella; Elettra io son, che al sen ti strìngoFra le mie braccia...
ORESTE
Ove son io? Che dissi?...
Pilade: oimè!...
ELETTRA
Pilade, Oreste, entrambiSgombrate ogni timor; non mento il nome.Al tuo furor, te riconobbi, Oreste;
Al duolo, al pianto, all’amor mio, conosciElettra tu.
ORESTE
Sorella; oh ciel!... tu vivi?Tu vivi? ed io t’ abbraccio?
ELETTRA
Oh giorno!...
ORESTE
Al petto
Te dunque io stringo? Oh inesplicabil gioia! —Oh fera vista ! la paterna tomba?...
ELETTRA
Deh ! ti acqueta per ora.
PILADE
Elettra, o quantoSospirai di conoscerti ! tu salvoOreste m’hai, che di me stesso è parte;
Pensa s’io t’amo.