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ORESTE
str/vv ii,
EGISTO, CLITENNESTRA, ORESTE,PILADE, Soldati
EGISTO
Vieni, consorte, vieni; udir ben puoiCosa, cui fede ancor non presto intera.
CLITENNESTRABarbaro, a ciò mi sforzi?
EGISTO
Udiam. — Stranieri,Voi di Focida il re veraci messiDunque a me manda ?
PILADE
Si.
EGISTO
Certa novella
Recate voi?
PILADE
Signore, un re c’ invia ;
A un re parliam: loco può aver menzogna?
EGISTO
Ma, Strofio vostro a me non diè mai pegnoFinora d’amistà.
PILADE
Fia questo il primo.
Non niegherò, ch’ei, già molti anni addietro,Altro era in core: lo stringea pietadeDell’ infelice Oreste; ma se un tempoGli diè ricetto , ei gli negò pur sempreAiuto ed armi; a te giammai non volleStrofio far guerra.
ESISTO
Apertamente ei farlaNon ardi forse. Ma, di ciò non calmi.
Dove peria colui?
ORESTE
Colui !
PILADE
Di Creta
Gli è tomba il suolo.
EGISTO
E come estinto il seppe
Strofio anzi me?
PILADE
Pilade tosto al padrePortò tal nuova: al duro caso egli eraPresente.
EGISTO
E quivi ad immatura morteChe il trasse?
PILADE
Il troppo giovenil suo ardore.Antica usanza ogni quinl’ anno in CretaGiuochi rinnova, e sagrifizj a Giove.
Desio di gloria, e naturai vaghezzaTragge a quel lido il giovinetto : al fiancoPilade egli ha non divisibil mai.
Calda brama d’onor nell’ ampia arenaSu lieve carro a contrastar lo spigneDe’ veloci corsier la nobil palma :
Troppo a vincere intento, ivi la vitaPer la vittoria ei dà.
EGISTO
Ma come? Narra.
PILADE
Feroce troppo, impaziente, incauto,
Or della voce minacciosa incalza,
Or del flagel, che sanguinoso ei ruota,
Si forte batte i destrier suoi mal domi,
Ch’ oltre la meta volano; più ardenti,
Quanto veloci più. Già sordi al freno,
Già sordi al grido, ch’ora invan gli acqueta;Foco spiran le nari; all’ aura i criniSvolazzan irti ; e in denso nembo avvoltiD’agonal polve, quanto è vasto il circoCorron, ricorron come folgor ratti.
Spavento, orrore, alto scompiglio, e mortePer tutto arreca in torti giri il carro:
Finché percosso con orribil urtoA marmorea colonna il fervid’ asse,
Riverso Oreste cade...
CLITENNESTRA
Ahi non più; taci:
Una madre ti ascolta.
PILADE
È ver; perdona, —
Io non dirò come ei di sangue il pianoRigasse, orribilmente strascinato...
Pilade accorse;... invan;... fra le sue bracciaSpirò l’amico.
CLITENNESTRA
Oh morte ria !...
PILADE
Ne pianse
In Creta ogni uom; tanta nel giovin eraBeltade, grazia, ardire...
CLITENNESTRA
E chi noi piange,Fuorché solo quest’ empio ? O figlio amato ,Più non degg’io, mai più (lassa! ) vederti?...Ma, oimè ! pur troppo ti veggo di StigeL’onda varcar , del padre abbracciar l’ombra ;E torcer bieco a me Io sguardo entrambi,
E d’ira orribile ardere... Son io,
Si, son io, che vi uccisi... Oh madre infame!Oh rea consorte! — Or, sei tu pago, Egisto?
EGISTO
— Il tuo narrar, certo, ha di ver sembianza ;Chiaro il vero fia in breve. Entro mia reggiaStatevi intanto; e guiderdon qual dessi,
Pria del partir, v’avrete.
PILADE
A’ cenni tuoi
Staremci. — Vieni.