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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUARTO

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ORESTE

Andiamo, andiam; chè ornaiPiù non poss’ io tacermi.

CLITENNESTRA

O tu, che narri

Senza esultar di gioia il fero caso,

Deh ! ferma il piede, e dimmi : alla infeliceMadre, perchè dentro brev’urna acchiusoNon rechi il cener del suo amato figlio?Funesto, eppur gradito donol ei spetta,

Più che a niun altri, a me.

PILADE

Pilade gli arse

Il rogo; escluso dai funebri onoriOgni altro, ei sol raccolse il cener suo;

Ei di pianto il bagnava: ultimo, infaustoPegno della più nobile, verace,

Forte, e santa amistà che al mondo fosse,

Ei sei riserba: e a lui chi fia che il tolga?

EGISTO

E a lui chi fia che il chiegga? Ei l’abbia: un tantoAmico suo da lui più assai mertava.

Maraviglia ben ho, com’ ei mal vivoSul rogo stesso generosamenteSè coll’estinto non ardesse; e eh’ una,

Sola una tomba, di tal coppia elettaNon racchiudesse le reliquie estreme.

ORESTE

Oh rabbia 1 e tacer deggio?

PILADE

È ver, di duolo

Pilade non mori: ma in vita forsePietoso amor del genitore antico,

Mal suo grado, il serbò. Spesso è da forte,

Più che il morire, il vivere.

EGISTO

Sii abborre

Pilade al par, che m’abborriva Oreste.

PILADE

Noi siam del padre messaggeri: ei bramaPiena amislade or rinnovar con Argo.

EGISTO

Ma di Pilade è padre: egli raccolse

Qual proprio figlio Oreste; ei dal mio sdegno

11 difese, il sottrasse.

PILADE

Oreste spento,

Non scema in te lo sdegno?

CLITENNESTRA

E qual d’ Oreste

Era il delitto ?

ORESTE

Esser figliuol d’ Atride.

EGISTO

Che ardisci tu?...

PILADE

Signor,... dove non suonaFama del ver? Sa tutta Grecia, quantoT’inimicasse Atride: e sa, che i giorniT’insidiò; che perseguirne il figlio

Dovevi...

ORESTE

E sa, che mille volle e milleTentato hai tu, con tradimenti, trarloA morte infame; e sa, che al sol suo aspettoTremato avresti...

EGISTO

Oh! che di’ tu? chi sei?

Parla.

. I ORESTE

Son tale...

PILADE

Egli è... DehI non sdegnarti,Egisto;... egli è...

EGISTO

Chi?

ORESTE

Tal...

PILADE

Di Strofio il figlio,

Pilade egli è: nuli’ altro in Argo il mena,

Che desio di vedere il loco, ov’ ebbeOreste suo la cuna. A pianger vieneCon la madre l’amico. II re concessoGli ha di seguirmi ignoto ; ogni regalePompa lasciando, in umil nave ei giunge,

Per men sospetto darti ; a me la curaNe affida il padre: ei, nell’udir d’Oreste,Tacer non seppe: ecco a te piano il tutto.

Deh I tu noi vogli or d’inesperti dettiReo tener; nè stimar, ch’altro qui ’l tragga.

CLITENNESTRA

Oh ciel! Pilade questi? Oh! vieni ; dimmi,Novel mio figlio;... almen ch’io sappia...

EGISTO

È vano,

Donna il tuo dir. — Qual eh’ egli sia, tai sensiUso a soffrir non son... Ma che? lo sguardoArdente in me d’ira e furor tu figgi?

E tu lo inchini irresoluto a terra?

Voi messaggeri Strofio a me non manda;

Voi mentitori, traditor voi sete.

Soldati, or tosto in ceppi...

PILADE

Deh! m’ascolta...

E fia pur ver, che un sol sospetto vanoRomper li faccia or delle genti il dritto?

EGISTO

Sospetto? In volto la menzogna stavvi,

Ed il timor scolpito.

ORESTE

In cor scolpilo

Il rio timor ti sta.

CLITENNESTRA

Dite: non veraPotria forse la nuova?...

PILADE

Ah ! cosi...

ORESTE

Tremi,