ATTO QUARTO
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ORESTE
Andiamo, andiam; chè ornaiPiù non poss’ io tacermi.
CLITENNESTRA
O tu, che narri
Senza esultar di gioia il fero caso,
Deh ! ferma il piede, e dimmi : alla infeliceMadre, perchè dentro brev’urna acchiusoNon rechi il cener del suo amato figlio?Funesto, eppur gradito donol ei spetta,
Più che a niun altri, a me.
PILADE
Pilade gli arse
Il rogo; escluso dai funebri onoriOgni altro, ei sol raccolse il cener suo;
Ei di pianto il bagnava: ultimo, infaustoPegno della più nobile, verace,
Forte, e santa amistà che al mondo fosse,
Ei sei riserba: e a lui chi fia che il tolga?
EGISTO
E a lui chi fia che il chiegga? Ei l’abbia: un tantoAmico suo da lui più assai mertava.
Maraviglia ben ho, com’ ei mal vivoSul rogo stesso generosamenteSè coll’estinto non ardesse; e eh’ una,
Sola una tomba, di tal coppia elettaNon racchiudesse le reliquie estreme.
ORESTE
Oh rabbia 1 e tacer deggio?
PILADE
È ver, di duolo
Pilade non mori: ma in vita forsePietoso amor del genitore antico,
Mal suo grado, il serbò. Spesso è da forte,
Più che il morire, il vivere.
EGISTO
Sii abborre
Pilade al par, che m’abborriva Oreste.
PILADE
Noi siam del padre messaggeri: ei bramaPiena amislade or rinnovar con Argo.
EGISTO
Ma di Pilade è padre: egli raccolse
Qual proprio figlio Oreste; ei dal mio sdegno
11 difese, il sottrasse.
PILADE
Oreste spento,
Non scema in te lo sdegno?
CLITENNESTRA
E qual d’ Oreste
Era il delitto ?
ORESTE
Esser figliuol d’ Atride.
EGISTO
Che ardisci tu?...
PILADE
Signor,... dove non suonaFama del ver? Sa tutta Grecia, quantoT’inimicasse Atride: e sa, che i giorniT’insidiò; che perseguirne il figlio
Dovevi...
ORESTE
E sa, che mille volle e milleTentato hai tu, con tradimenti, trarloA morte infame; e sa, che al sol suo aspettoTremato avresti...
EGISTO
Oh! che di’ tu? chi sei?
Parla.
. I ORESTE
Son tale...
PILADE
Egli è... DehI non sdegnarti,Egisto;... egli è...
EGISTO
Chi?
ORESTE
Tal...
PILADE
Di Strofio il figlio,
Pilade egli è: nuli’ altro in Argo il mena,
Che desio di vedere il loco, ov’ ebbeOreste suo la cuna. A pianger vieneCon la madre l’amico. II re concessoGli ha di seguirmi ignoto ; ogni regalePompa lasciando, in umil nave ei giunge,
Per men sospetto darti ; a me la curaNe affida il padre: ei, nell’udir d’Oreste,Tacer non seppe: ecco a te piano il tutto.
Deh I tu noi vogli or d’inesperti dettiReo tener; nè stimar, ch’altro qui ’l tragga.
CLITENNESTRA
Oh ciel! Pilade questi? Oh! vieni ; dimmi,Novel mio figlio;... almen ch’io sappia...
EGISTO
È vano,
Donna il tuo dir. — Qual eh’ egli sia, tai sensiUso a soffrir non son... Ma che? lo sguardoArdente in me d’ira e furor tu figgi?
E tu lo inchini irresoluto a terra?
Voi messaggeri Strofio a me non manda;
Voi mentitori, traditor voi sete.
Soldati, or tosto in ceppi...
PILADE
Deh! m’ascolta...
E fia pur ver, che un sol sospetto vanoRomper li faccia or delle genti il dritto?
EGISTO
Sospetto? In volto la menzogna stavvi,
Ed il timor scolpito.
ORESTE
In cor scolpilo
Il rio timor ti sta.
CLITENNESTRA
Dite: non veraPotria forse la nuova?...
PILADE
Ah ! cosi...
ORESTE
Tremi,