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ORESTE
ÉLETTRA
« Oreste? » Ah fosse!...
PILADE
Eccolo, ei vien nel furor suo.
SCENA VII.
ORESTE, PILADE, ELETTRA,seguaci d’ Oreste e di Pilade
ORESTE
Nuli’ uomo
Di voi si attenti or trucidarmi Egisto :Brando non v’ ha qui feritor, che il mio. —Egisto, olà; dove se’tu, codardo?
Egisto, ove sei tu?... Vieni; ti appellaVoce di morte; ove se’ tu?... Non esci?
Ahi vii! ti ascondi? Invan; nè del profondoÈrebo il centro asii ti fia. Vedrai,
Tosto il vedrai, s'io son d’ Alride il figlio.
ELETTRA
— Ei qui non è.
ORESTE
Perfidi, voi, voi forseSenza me l’uccideste?
PILADE
Ei della reggiaFuggì, pria ch’io venissi.
ORESTE
Ei nella reggia
Si asconde: io nel trarrò. — Qui per la molleChioma con man strascinerotti : preghiNon v’ha; nè ciel, nè forza havvi d’averno,Che ti sottragga a me. Solcar la polveFarotti io fino alla paterna tombaCol vii tuo corpo: ivi a versar trarrotti,
Tutto a versar 1’ adultero tuo sangue.
ELETTRA
Oreste, a me non credi? a me?...
ORESTE
Chi sei?
Egisto io voglio.
PILADE
Ei l'ugge.
ORESTE
Ei fugge? e voi,
Vili, qui state? il troverò ben io.
SCEMA Vili.
CLITENNESTRA, ELETTRA, PILADE,ORESTE, seguaci di Oreste e di Pilade.
CLITENNESTRA
Figlio, pietà.
ORESTE
Pielà?... Di chi son figlio?Io son d’Atride figlio.
CLITENNESTRA
È di catene
Già carco Egisto.
ORESTE
Ancor respira ? oh gioia !
A trucidarlo vo.
CLITENNESTRA
T’arresta. Io sola
Il tuo padre svenai; svenami:... EgistoReo non ne fu.
ORESTE
Chi, chi mi afferra il braccio?Chi mi ratliene ? oh rabbia ! Egisto... io ’l veggo;Qui strascinato ei vien;... togliti...
CLITENNESTRA
Oreste,
Non conosci la madre?
ORESTE
Egisto pera.
Muori fellon; di man d’ Oreste or muori.
SCEMA IA.
CLITENNESTRA, ELETTRA, PILADE,seguaci di Pilade.
CLITENNESTRA
Ahi! mi sfuggi!... Tu svenerai me pria.
SCEMA A.
ELETTRA, PILADE , seguaci di Pilade.
ELETTRA
Pilade, va ; corri, trattienla, vola ;
Qui la ritraggi.
SCEMA AI.
ELETTRA
Io tremo... Ella è pur sempreMadre : pietade aver sen dee. — Ma i figliVedea pur ella sulle soglie or dianziDi morte infame; e il duolo in lei, l’ardireEra allor quanto è per costui? — Ma giuntoÈ il giorno alfin sì sospirato. EsangueTu cadi alfin, tiranno—Un’altra voltaLa reggia tutta rimbombare io sentoDe’ pianti e gridi, onde echeggiar la udiaIn quella orribil, sanguinosa notte,
Che fu 1’ estrema al padre mio. — Già il colpo jVibrò il gran colpo Oreste. Egisto cadde ;
Già me lo annunzia il popolar tumulto :
Eccolo, Oreste vincitor: grondanteDi sangue ha il ferro.