Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
144
JPEG-Download
 

144

ROSMUNDA

Amor, tu a me? —Sei di Rosraunda sposo:

E di nuli’ altra degno.

ALMACHILDE

Ah 1 qual non merto

Nome esecrando!.,. Eppur, ch’io l’ami è forza,Irresistibil forza. Io, no, non sorgoDa’ piedi tuoi, se pria..,

ROMILDA

Scostali, taci,

Esci... Ma, vien chi spegnerà tal fiamma,

ALMACHILDE

Chi veggo?

SCEUTà II.

ROSMUNDA, ALMACHILDE, ROMILDA

ROSMUNDA

Me, perfido, vedi. — Infami *Vili ambo voi del pari : aver certezzaDe’ tradimenti vostri, a me fia il peggio;

Ma sola il danno io non n’ avrò. Le vostreInique trame a romper vengo. — Ingrato,

Tal mi rendi mercede? — E tu, con fintaVirtude...

ROMILDA

A lui tulli riserba i nomi,

Che a lui si aspettan solo: ei solo è il vile,

Ei traditore, ei menzognero infido;

Ei ti mantien fede qual merti; quella,

Che a malvagio attener malvagio debbe.

Non son io l’empia; egli ad udir suoi dettiEmpio mi trasse or con inganno...

ALMACHILDE

Io voglio,

Poiché tu il sai, tutto accertarti io stesso.

Amo, adoro Romilda; e non è fiamma,

Ond’ io deggia arrossirne. In te ricerca,

E trova in te, la rea cagion, per cuiNon hai, qual tei pretendi, 1’ amor mio.

Io, non nato a’ delitti, amar poteaChi mi vi trasse, io mai? Distanza corre,

Fra Rosmunda e Romilda, immensa ; e il senti.Amo Romilda, e i traditori abborro.

Ove possa tua fera ira superbaTrarmi, già il so ; nota a me sei, pur troppo!Deh , potess’ io così, come ho trafitto11 padre a lei, morir pur io! potessiPlacar, spirando, di Romilda il giustoSdegno ! Deh mai non ti foss’ io marito !

Ch’io regicida, e traditor non fora;

E all’ amor mio Romilda il cor sì chiusoOr non avrebbe.

ROMILDA

Io? ti odierei pur ancoNon uccisor del padre mio, non cintoDella mal tolta sua corona, e a crudaMadrigna non marito. Altro, ben altroMerto vuoisi, che il tuo, ben altro core,

A farmi udir d’amor: quanto esecrandoA me ti rende il trucidato padre,

Tanto, e più, ti fa vile agli occhi miei,

Qual ch’ella sia, la tua tradita moglie.

Tu per lei primo hai tra gl’infami il seggio;Per lei famoso ; a lei di nodo eternoStringer li dee quel sangue che versasti,

E il comune misfatto. Io mai non soffro,

Nè in mio prò, tradimenti, non ch’io soffrali traditore. Altro più nobil foco,

Ond’io nel volto non arrossi, ho in petto.Presta a morir, non a cessar, no mai,

Son io d’ amare...

ALMACHILDE

Ami?

ROMILDA

Udovaldo.

ALMACHILDE

Ah! questo,

È questo il colpo, che davver mi uccide.

ROSMUNDA

Vero parli, o menzogna? ami Udovaldo?

ROMILDA

D’amore io l’amo, quale a voi non cape,

Non che in core, in pensiero: alcun rimorsoNoi non flagella di comun delitto;

Schiette nostr’ alme, in meglio amarsi han garaFra lor, non altra. A lui miei tristi giorni,Questi, eh’ io mal sopravvissuti ho forseAll’ ucciso mio padre, a lui li serbo:

A me sua vita, e l’alla fama, e il brando,

L’invincibil suo brando, egli a me serba.

Ma, dove pur sia il nostro viver vano;

Dove ogni scampo, ogni vendetta toltaNe venga; allor meno infelici sempreSarem di voi. Morte n’ è scampo; e invittaL’avrem, chè ài vii mai non soggiace il prodeLieta l’avrem, poiché fra noi divisa,

Di pentimenti, e di rampogne scevra ,

E di rimorsi, e di timore; in sommaMorte avrem noi più mille volte dolce,’

Che la tremante orribil vita vostra.

ROSMUNDA

Basta. Esci. Va. — Saprai tua sorte in breve*

SCHIVA III*

ROSMUNDA, ALMACHILDE

ROSMUNDA

Perfido, infame, disleal, spergiuro...

Libero al dir m’è al fin concesso il campo.Altra ami tu?... Ma, ben provvide il cielo;

E, qual tu il merti, riamato sei.lOh ineffabile gioia! E chi potrebbe,

Chi soffrir mai tuo amor? chi, se non io? —Quasi or cara s’è fatta a me Romilda,

Da eh’ io 1’ udii parlarti. Oh ! che non possoQuanl’ella t’odia odiarti? A me, cui tanto