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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO TERZO

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Tu dei, lai premio rendi? a me, che il guardoInfmo a te, vile, abbassai dal trono?

Or parla,... di:., ma che dirai, che vagliaA scolparti?

ALMACHILDE

A scolparmi? ai falli scusaSi cerca, e mal si trova. Amar virtude,

Quanta il ciel mai ne acchiuse in cor di donna,Gloria m’è, gloria ; e non delitto.

ROSMUNDA

Accoppii

Al tradimento anco gli oltraggi?

ALMACHILDE

Oltraggio

Chiami ogni laude, che a virtù si rende;

Già il so: ma che perciò? dove ella regna,Men pregiarla degg’io? M’odia Romilda,

L’udii pur troppo; e il cor trafitto ha d’altroStrale... Dolor, eh’ ogni dolore avanza,

Ne sento in me. Conosco al vento sparsiI sospir mìei; vana ogni speme io veggo:

Pur, non amarla, ah! noi poss’ io. — DolertiTu di mia fe’ non puoi; tu, che pur sai,

Come, dove, perchè, te l’abbia io data.

Tu il sai, che a dare, od a ricever morteLà m’ astringevi : a me la incerta manoArmavi tu del parricida acciaro;

Sovvienti? e là, fra il tradimento, e i pianti,

E le tenebre, e il sangue, amor giuravi,Chiedendo amor: ma, di vendetta all’areLascia giurarsi amore? Io là fui reo,

Noi niegherò ; ma tu, potevi, o donna,

Di vero amor figlia estimar la fedeChiesta, e donata, in cosi orribil punto?

ROSMUNDA

— Si; m’ingannai: scerner dovea, che in pettoDi un traditor mai solo un tradimentoNon entra. Del tuo timido coraggioDovea valermi a mia vendetta; e posciaL’ombra placar del tuo signor tradito,

L’uccisore immolandole. Quest’ eraDovuto premio a te; non la mia destra,

Non il talamo mio, non il mio trono;...

Non il mio core.

ALMACHILDE

Oh pentimento illustre !

Ben sei Rosmunda.—Or, ciò che allor non festi,Far noi puoi tutto ? Altro Almachilde trova( E non ven manca ) : egli al primier tuo sposoPareggi me: quel maritai tuo ferro,

Su cui del primo tuo consorte il sangueStassi, nel sangue ei del secondo il terga.

Non del tradirti, che non fia delitto,

Ma del servirti, che a me fu gran fallo,

Io tal ben merlo, e tal ne aspetto io pena.

Ma, fin che il ciel chiaro non fa qual primoDeggia di noi punir l’un 1’ altro, io il giuroPel trucidato mio signor, tu forzaNon userai contro Romilda. — Intanto,

Infra Ildovaldo e me, vedrassi a provaAlfieri

Qual sia di lei più degno, e qual più avvampiD’ardente amor; qual più in voler sia forte;Qual, per averla, più intraprender osi.

SDENTA. IV.

ROSMUNDA

E che imprender puoi tu?—Si fello ardireFu visto mai? — Ma, e che non può costui,

Or ch’io stessa affidargli osai pur 1’ armi?...

Me dunque tu, qual io mi son, conosci?

Non quanta io sono.—Ed io t’amai?...Non t’amo,E il vedrai tu. — Furore, odio, gelosaRabbia, superbo sdegno, o misti affetti,

Fuor tutti, fuor del petto mio: tu sola ,Riedito vendetta; riedi; e me riempiTutta di tutto il nume tuo; s’io semprePer prima, e sola deità mia t’ ebbi. —

Ma, l’ire, e il tempo, in vani accenti io spendo?Preoccuparlo vuoisi; ogni empio mezzoTorgli; e primiera... Oh! chi vegg’io?

SCEMA V.

ROSMUNDA,ILDOVALDO

ROSMUNDA

Qui il cielo,

Qui mi li manda il ciel; vieni, Ildovaldo,Vendicator de’ torti miei: ministroDi tua letizia eterna a un tempo fartiSpero, e di mie vendette. Ami, ed amaloSei da Romilda, il tutto so, nè il danno;

Anzi ne sento inesprimibil gioia.

Ma tu non sai, che il perfido Almachilde,Colui, per chi tanto sudor spargesti,

Per cui perigli oggi affrontasti e morte;

Quello stesso Almachilde, a me spergiuro,Ingrato a te, Romilda egli ama.

ILDOVALDO

Ahi vile!

Ei di mia man morrà.

ROSMUNDA

Nè d’amor lieve

L’ama egli, no; ch’ogni dover più sacroPer lei tradisce: a ogni empio eccesso è presto;Sen vanta ; e il credo. È ver, che assai lo abborreRomilda; è ver, che gli giurò poc'anziOdio eterno ; ed amor giurava a un tempo,

Al mio cospetto, a le; per te ( dicea )

Poco il morir le pare... Ma, in udirlaSi sgomenta Almachilde? Anzi, all’indegnaSua passion fa d’ogni ostacol sprone. —

Chi il riterrà, se tu noi fai? Te speroInciampo forte a sue malnate voglie:

Per le lo dei ; tei comando io. — Si tacciaD’ ogni altro sposo di Romilda; è tua,

Non di Alarico ornai ; tua la vogl’ io.

Ceda all’ odio novello in me l’antico ;

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