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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ROSMUNDA

Che regai possa entro mia reggia usurpa?Perfida, ei teco era finora...

ROMILDA

Ah ! m odi.

Ah! tu il tutto non sai: l’empie sue mireNon ti son note: a me sconviensi il nomeDi perfida... Ma pur, se ciò ti giova,

Perfida tienimi; e fa qual vuoi più crudoScempio di me: sol di sue mani or traggiSenza indugio Ildovaldo; indi...

ROSMUNDA

S’io ’l traggo ?

Tosto il vedrai.

ROMILDA

Deh ! se pur tanto imprendi,Il ciel propizio abbi al tuo regno; mulaL’ombra del padre ucciso a te le nottiPiù non perturbi; il traditor novello,

Che al fianco t'hai, vittima caggia ei soloDell’ empio furor suo. Ma, se alta troppoImpresa or fosse i lacci rei disciorreDel mio fido amator, deh ! fa , che un ferroNel suo carcere ottenga, onde sottrarsiDi un vii rivale alla malnata rabbia.

Deh ! fa , che a un tempo anzi il morire ei sappia,Che a forza niuna io non soggiacqui; e ch’io,Degna di lui, secura in me, trafittaNon d’altra man, che della mia, qui caddi,

E qui, chiamandolo a nome, spirai.

ROSMUNDA

Tanto ami tu?... sei riamata tanto?...

Oh rabbia!... ed io? — Si, va; l’amante scioltoRivedrai tosto;... va;... dal mio cospettoFuggi ognor poi: già vendicata appienoTu sei di me; misera io resto, e farliDeggio felice... E il deggio?

ROMILDA

Ancor che solaTi muova or l’ira a favor mio, men grataNon io ne son perciò : nè il rio periglio,

Cui stai tu presso, io vo’ tacerti. Il vile,

Empio ingrato Almachilde, ebro d’amore,

Lo scettro a te, la libertà vuol torre,

La vita forse : e in dono infame egli osaOffrirti a me...

ROSMUNDA

Tu scellerato il fai ;

Perfida, tu...

ROMILDA

Me dunque uccidi; e salva,

Senza indugiar, solo Ildovaldo.

ROSMUNDA

E tanto

Per te s’imprende?... Oh ! chi sei tu? qual merloSì grande in tei — Tomenti. — Oh rabbia!... e fiaCh’orrido arcano, a me svelar tu il deggi?...

Ch’io salva sia, per te? — Se arride il cieloAi voti tuoi, vanne da me sì lungi,

Ch’io più non oda di te mai: feliceFa ch’io mai non ti vegga... Esci.

ROMILDA

Ma...

ROSMUNDA

Udisti?

SCENA VI.

ROSMUNDA

Oh rabbia! Oh morte!... E forza è pur, ch’io voliA scior dai ceppi il suo amatore, io stessa?

ATTO QUIATO

SCENA 1.

ROSMUNDA, ALMACHILDE, soldati

ROSMUNDA

Ai campo vai ?

ALMACHILDE

Ma lorneronne...

ROSMUNDA

Ed io

Te qui dal campo vincitore aspetto:

Qui tua preda ti serbo.

ALMACHILDE

Or non è tempo ,

Ch’io a te risponda. Ad Ildovaldo priaMostrarmi voglio.

ROSMUNDA

Va, corri, combatti :

Le sue catene io stessa infransi. — Or dianziCon lui venirne a singoiar tenzoneVolevi tu: ma, s’ei di ceppi carcheAvea le man , come pugnava ? — ScioltoEi già ti attende ; a trionfarne corri.

ALMACHILDE £

L’arti tue vili, e il ribellato campo, .