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ROSMUNDA
Che regai possa entro mia reggia usurpa?Perfida, ei teco era finora...
ROMILDA
Ah ! m odi.
Ah! tu il tutto non sai: l’empie sue mireNon ti son note: a me sconviensi il nomeDi perfida... Ma pur, se ciò ti giova,
Perfida tienimi; e fa qual vuoi più crudoScempio di me: sol di sue mani or traggiSenza indugio Ildovaldo; indi...
ROSMUNDA
S’io ’l traggo ?
Tosto il vedrai.
ROMILDA
Deh ! se pur tanto imprendi,Il ciel propizio abbi al tuo regno; mulaL’ombra del padre ucciso a te le nottiPiù non perturbi; il traditor novello,
Che al fianco t'hai, vittima caggia ei soloDell’ empio furor suo. Ma, se alta troppoImpresa or fosse i lacci rei disciorreDel mio fido amator, deh ! fa , che un ferroNel suo carcere ottenga, onde sottrarsiDi un vii rivale alla malnata rabbia.
Deh ! fa , che a un tempo anzi il morire ei sappia,Che a forza niuna io non soggiacqui; e ch’io,Degna di lui, secura in me, trafittaNon d’altra man, che della mia, qui caddi,
E qui, chiamandolo a nome, spirai.
ROSMUNDA
Tanto ami tu?... sei riamata tanto?...
Oh rabbia!... ed io? — Si, va; l’amante scioltoRivedrai tosto;... va;... dal mio cospettoFuggi ognor poi: già vendicata appienoTu sei di me; misera io resto, e farliDeggio felice... E il deggio?
ROMILDA
Ancor che solaTi muova or l’ira a favor mio, men grataNon io ne son perciò : nè il rio periglio,
Cui stai tu presso, io vo’ tacerti. Il vile,
Empio ingrato Almachilde, ebro d’amore,
Lo scettro a te, la libertà vuol torre,
La vita forse : e in dono infame egli osaOffrirti a me...
ROSMUNDA
Tu scellerato il fai ;
Perfida, tu...
ROMILDA
Me dunque uccidi; e salva,
Senza indugiar, solo Ildovaldo.
ROSMUNDA
E tanto
Per te s’imprende?... Oh ! chi sei tu? qual merloSì grande in tei — Tomenti. — Oh rabbia!... e fiaCh’orrido arcano, a me svelar tu il deggi?...
Ch’io salva sia, per te? — Se arride il cieloAi voti tuoi, vanne da me sì lungi,
Ch’io più non oda di te mai: feliceFa ch’io mai non ti vegga... Esci.
ROMILDA
Ma...
ROSMUNDA
Udisti?
SCENA VI.
ROSMUNDA
Oh rabbia! Oh morte!... E forza è pur, ch’io voliA scior dai ceppi il suo amatore, io stessa?
ATTO QUIATO
SCENA 1.
ROSMUNDA, ALMACHILDE, soldati
ROSMUNDA
Ai campo vai ?
ALMACHILDE
Ma lorneronne...
ROSMUNDA
Ed io
Te qui dal campo vincitore aspetto:
Qui tua preda ti serbo.
ALMACHILDE
Or non è tempo ,
Ch’io a te risponda. Ad Ildovaldo priaMostrarmi voglio.
ROSMUNDA
Va, corri, combatti :
Le sue catene io stessa infransi. — Or dianziCon lui venirne a singoiar tenzoneVolevi tu: ma, s’ei di ceppi carcheAvea le man , come pugnava ? — ScioltoEi già ti attende ; a trionfarne corri.
ALMACHILDE £
L’arti tue vili, e il ribellato campo, .