ATTO SECONDO
187
TIMOLEONE
Ah! senza indugio, vanneE il persuadi tu. S’ei più non snuda,
E depon tosto il sanguinoso brando,
Fia in tempo, spero: oggi la puoi, tu sola,Comporre in pace i figli tuoi ; con essiViver di pubblio’aura all’ombra lieta; —O disunirli, e perderli per sempre.
ATTO TERZO
SCEMA I.
DEMARIST A, ECHI LO
ECHILO
0 madre di limolane, ben tempoÈ che ti dolga un colai figlio: al fineIgnudo ei mostra di tiranno il volto.
DEMARISTA
Che fu? dov’è, ch’io rintracciar no! posso?
ECHILO
E che? non sai?.,.
DEMARISTANon so; narra.
ECHILO
Per mano
D’infami suoi satelliti, la vitaEi toglie.
DEMARISTA
A chi?
ECHILO
Nel proprio sangue immersoArchida giace; la vendetta è aperta;
Nella pubblica via svenato ei spira:
Nè gl’ iniqui uccisor sen fuggon ; stannoFeroci intorno al semivivo corpo,
Cui si vieta ogni aiuto. Ogni uom che passa,Fugge atterrilo, e pianger osa appenaSommessamente. Ei muor, quel nobil, giusto,Umano, e solo citladin, che desseAgli avviliti magistrati lustro.
Timoleon rapir si vede in luiL’emulator di sue virtù, l’amicoIntimo, il solo...
DEMARISTA
Ahi I che mi narri ? Oh cielo !Or più che pria lontana infra i miei figliFia la pace, o in eterno è rotta forse.
Misera me!... Che mai farò?...
ECHILO
Ti volgi
Dov’ è il buon dritto, e del poter di madreAvvalorati. Ammenda al suo delitto
Non so qual v’ abbia, che a placar lo sdegnoDel suo fratello e di Corinto basti:
Ma pur, s’ei cede, e il rio poter si spòglia,Raggio per lui di speme anco mi resta.Timoleon, fratello gli è ; pur troppoCongiunto e amico a lui son io: d’ingiustiTaccia ne avrem; pur forse ancor salvarlo...Ma, se indurito appieno ha il cor perversoNella nuova tirannide di sangue,
Trema per esso tu.
DEMARISTA
Che sento?
ECHILO
Io, cieco
Troppo finor su i vizj suoi nascenti,
Fui dall’ empie arti sue tenuto a bada.
Benché tardi, mi avveggo alfin eh’ è l’ora,Ch’io seco cangi opre, linguaggio, e affetti.DEMARISTA
Deh! l’udiam pria...Chi sa? forse... Il tuo sdegnoIo già non biasmo;... nè si atroce fattoDifender oso;... ma ragion pur debbeAverlo spinto a ciò. Finor suo brandoNei citladin più rei cadea soltanto:
Tremendo, è ver; ma sol tremendo a quelli,Ch’empj, biasmati, ed impuniti stanno,
Perchè ogni legge al lor cospetto è muta:
Tal fu finora; il sai... ,
ECHILO
Donna, se Fodi,
Temo che udrai ragion più scellerataChe non è il fatto.
DEMARISTA
Eccolo.
SCEMA «I»
TIMOFANE, DEMARISTA, ECHILO
DEMARISTA
0 figlio;... ahi lassa!...Che festi, o figlio? A confermarti tacciaDi tiranno, tentare opra poteviPeggior lumai? ne freme ogni uom; per sempre