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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO SECONDO

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TIMOLEONE

Ah! senza indugio, vanneE il persuadi tu. S’ei più non snuda,

E depon tosto il sanguinoso brando,

Fia in tempo, spero: oggi la puoi, tu sola,Comporre in pace i figli tuoi ; con essiViver di pubblio’aura all’ombra lieta; —O disunirli, e perderli per sempre.

ATTO TERZO

SCEMA I.

DEMARIST A, ECHI LO

ECHILO

0 madre di limolane, ben tempoÈ che ti dolga un colai figlio: al fineIgnudo ei mostra di tiranno il volto.

DEMARISTA

Che fu? dov’è, ch’io rintracciar no! posso?

ECHILO

E che? non sai?.,.

DEMARISTANon so; narra.

ECHILO

Per mano

D’infami suoi satelliti, la vitaEi toglie.

DEMARISTA

A chi?

ECHILO

Nel proprio sangue immersoArchida giace; la vendetta è aperta;

Nella pubblica via svenato ei spira:

Nè gl’ iniqui uccisor sen fuggon ; stannoFeroci intorno al semivivo corpo,

Cui si vieta ogni aiuto. Ogni uom che passa,Fugge atterrilo, e pianger osa appenaSommessamente. Ei muor, quel nobil, giusto,Umano, e solo citladin, che desseAgli avviliti magistrati lustro.

Timoleon rapir si vede in luiL’emulator di sue virtù, l’amicoIntimo, il solo...

DEMARISTA

Ahi I che mi narri ? Oh cielo !Or più che pria lontana infra i miei figliFia la pace, o in eterno è rotta forse.

Misera me!... Che mai farò?...

ECHILO

Ti volgi

Dov’ è il buon dritto, e del poter di madreAvvalorati. Ammenda al suo delitto

Non so qual v’ abbia, che a placar lo sdegnoDel suo fratello e di Corinto basti:

Ma pur, s’ei cede, e il rio poter si spòglia,Raggio per lui di speme anco mi resta.Timoleon, fratello gli è ; pur troppoCongiunto e amico a lui son io: d’ingiustiTaccia ne avrem; pur forse ancor salvarlo...Ma, se indurito appieno ha il cor perversoNella nuova tirannide di sangue,

Trema per esso tu.

DEMARISTA

Che sento?

ECHILO

Io, cieco

Troppo finor su i vizj suoi nascenti,

Fui dall’ empie arti sue tenuto a bada.

Benché tardi, mi avveggo alfin eh’ è l’ora,Ch’io seco cangi opre, linguaggio, e affetti.DEMARISTA

Deh! l’udiam pria...Chi sa? forse... Il tuo sdegnoIo già non biasmo;... nè si atroce fattoDifender oso;... ma ragion pur debbeAverlo spinto a ciò. Finor suo brandoNei citladin più rei cadea soltanto:

Tremendo, è ver; ma sol tremendo a quelli,Ch’empj, biasmati, ed impuniti stanno,

Perchè ogni legge al lor cospetto è muta:

Tal fu finora; il sai... ,

ECHILO

Donna, se Fodi,

Temo che udrai ragion più scellerataChe non è il fatto.

DEMARISTA

Eccolo.

SCEMA «I»

TIMOFANE, DEMARISTA, ECHILO

DEMARISTA

0 figlio;... ahi lassa!...Che festi, o figlio? A confermarti tacciaDi tiranno, tentare opra poteviPeggior lumai? ne freme ogni uom; per sempre