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TIMOLEONE
Tolto ti sei del tuo fratei 1’ amore.
Ahi lassa me ! chi può saper qual fineUscir ne debba?...I1 tuo verace amico,
Echilo, anch’ei ne mormora: ne piangeLa tua madre pur anco. Ahi ! che pur troppoÈ ver, pur troppo! perigliosi e iniquiDisegni covi, e feri rischi affronti:
La benda, ond’ era a tuo favor si cieca,
Mi togli alfin tu stesso.
TIMOFANE
Onde l’immenso
Tuo duol? perchè? qual te ne torna danno?D’amistade, o di sangue Archida forseT’era stretto? Ben vedi, or del non tuoDolor ti duoli.
DEMARISTA
A me qual danno? QuantiTornar ten ponno...
ECHILO
E assai tornar glien denno.DEMARISTA
E lieve danno il pubblio’ odio nomi,
Quand’io teco il divido? e il tremar sempreUna madre per te? d’altro mio figlioL’ odio acquistar per te? fra voi nemiciIn eterno vedervi?,..
TIMOFANE
E voi pur odo,
Benché non volgo, giudicar col volgo?
Tu co’ tuoi detti, io colla mano imprendoA cangiare il fratello. Archida avria,
Finch’ei spirava aure di vita, in luiContro me l’odio e l’ira ognor transfuso:
La miglior parte ei de’ fraterni affetti,
Si, m’usurpava. Al fin mi parve questoSol, fra’ suoi tanti, il capitai delitto.
ECHILO
Integro troppo, e cittadino, egli era;
Questo è il delitto suo.—Ma tu, pensasti,
Che alla patria non spenta ancor rimaneTimoleon? eh’Echilo resta?... Ahi folle!...
Deh! dove corri? lo già t’amava; e quanto,
Il sai: dritt’ uomo io son ; te tal credea:
E il fosti, si, meco da prima; amicoMi avesti, e t’ebbi... Astretti or sol di sangueRestiam; deh tu, non sciorre anco tal nodo !Uom, che altamente si professa e giuraAspro nemico di virtù mentila,
Mirami ben, son io.
TIMOFANF.
Di voi men lieve,
Non cangio in odio T amor mio si tosto.
Già v’ebbi, ed hovvi, oltre ogni cosa, cari;
E a racquistare a me il fratei, l’amico,
Ogni mezzo terrò. Me non offende
Il tuo schietto parlar: ma ancor pur spero
Riguadagnarti, or eh’ è 1’ oslacol tolto.
Quanto a le, madre, appien già t’ho convinta,Che nuovo fren vuoisi a Corinto imporre.
Ch’ io non v’ abbia a placare a un tempo lutti?...
DEMARISTA
Offesa io son, pel fratei tuo...
ECHILO
Che ascolto?
Tu inoffendibil per la patria sei?
DEMARISTA
Son madre...
ECHILO
Di Timofane.
DEMARISTA
D’ entrambi...
ECHILO
No, di Timoleon madre non sei.
DEMARISTA
Tu l’odi?... Ahi lassa me!...
TIMOFANE
Lascia, eh’ io solo
Primiero affronti del fratei lo sdegno,
Pria che tu l’oda. A te fia duro troppoL’ ascoltar sue rampogne. Io ti promettoDi trar costoro al parer mio: niun dannoÈ per tornarne a loro: e suo mal grado,
Vo’ che con me Timoleon dividaIl mio poter, che ornai securo io tengo.
Da me, tu per te stessa, non dissenti:
Te non governa amor di patria cieco:
Ami i tuoi figli tu. Per or, mi lascia:
Forse verranne a me il fratello; io il voglioConvincer prima: a parte poscia in breveTu tornerai di nostra gioia.
ECHILO
Ah ! eh’ egli
Si arrenda a te, tanto è possibil, quantoCh’ io mi t’arrenda... Or, di: s’ ei non si piegaFermo sei di seguir tua folle impresa?
Pensaci; parla...
DEMARISTA
Echilo... Oimè,... eh’ io sentoAl cor presagio orribile!... Deh! figlio,
Ten priego; almen non muover passo ornai,
Ch’ io pria noi sappia.
TIMOFANE
A te il prometto: or vanne:Nulla imprender vogl’io, senza il tuo assenso:Vivi secura; io ’1 giuro. Ho in me certezzaD’annunziarti in breve interna pace,
Stabile al par della grandezza esterna.
SCMA III.
TIMOFANE, ECHILO
ECHILO
Timoleon più maschio alquanto ha il petto:
Noi vincerai, come costei, già vintaDa sua donnesca ambizione.
TIMOFANE
I mezzi
Di vincer tutti, in me stan tutti: il credi.