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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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T1MOLEONE

TIMOFANE

E venga il ferro traditore; e in pettoA me pur piombi: ma, fi neh' io respiro,

Vedrà Corinto e Grecia, esser non sempreRea la possa d’im sol: vedrà, che un prence,Anco per vie di sangue al trono asceso,

Lieto il popol può far di savie leggi;

Securo ogni uom; queto l’interno stato;Tremendo altrui, per 1’ eseguir più ratto;

Forte in sè stesso, invidiato, grande...

TIMOLEONE

Oh! che insegnar vuoi tu? Dei re gli oltraggiNoti non sono? e i dolorosi effettiNon cen mostra ogni di l’Asia avvilita?

Pianta è di quel terreno: ivi si alligna;

Ivi fa l’uom men eh’ uom ; di qui sterpata,

Pari fa i Greci ai Numi. Il popol primoSiam della terra noi. — Di te, che speri?

D’esser tu re dai tanti altri diverso? —

Già sei nimico, e lo sarai pur sempre,

D’ogni uom ch’ottimo sia; d’ogni virtudeInvidioso sprezzator; temuto,

Adulato , abborrito; altrui noioso,

Insoffribile a te; di mercar laudeAvido ognor, ma convinto in te stesso,

Che esecrazion sol merli. In cor, tremante;Mal securo nel volto; eterna predaDi sospetto e paura; eterna seteDi sangue e d’oro, sazietà non mai;

Privo di pace, che ad ogni uom tu togli;

Non d’amistà congiunto, nè di sangueA persona del mondo; a infami schiaviNon libero signor; primo di tutti,

E minor di ciascuno... Ah! trema; trema:

Tal tu sarai: se tal pur già non sei.

ECHILO

Ali ! no; più caldi mai, né mai più veriForti divini detti in cor mortaleMai non spirò di libertade il Nume.

Già del furor, che lui trasporta, ho pieno,Invaso il petto. E tu, pur reggi, o crudo,

Alla immagine viva,.e orribil tanto,

Della empia vita, in cui t’immergi?

TIMOFANE

— Ah ! forse,

Voi dite il vero. — Ma non v’ ha più detti,

E sien pur forti, che dal mio propostoSvolger possanmi ornai. Buon cittadinoPiù non poss’ io tornare. A me di vitaParte or s’è fatta, la immutabil, sola,

Alla mia voglia; di regnar... Fratello,

Tel dissi io già: corregger me sol puoiCol ferro: invano ogni altro mezzo...

TIMOLEONE

Ed io

A te il ridico: non avrai mai regno,

Se me tu pria non sveni.

ECHILO

E me con esso.

All’amistà, ch’ebbi per le, già sento,

Viva in me sento, ed ardente, ed atroceSottentrar nimistà. Mi avrai non menoDuro, acerbo, implacabile nemico,

Che prode amico vero svisceratoMi avesti un di. Nè a te son io, ben pensa,Com’ ei, fratello. — Io, del tiranno in faccia,Qui intanto a te, Timoleone, io giuroFede eterna di sangue. Ogni inauditoSforzo far giuro per la patria teco:

E se fia vana ogni nostri opra, ad essaNè un sol momento sopravviver giuro.

TIMOLEONE

Deh! mira, insano; or se cotanto imprendeChi già ti fu sincero amico, e strettoT’è ancor di sangue, che faran tanti altriOltraggiati da te?

TIMOFANE

Basta. — Vi volliAmici aver; ma non vi curo avversi.

Della patria campioni generosi,

Adopratevi ornai per essa dunque.

SCENTA V.

TIMOLEONE, ECHILO

TIMOLEONE

Ahi sconsigliato, misero fratello!

Te potessi salvar, com’ io son certoDi salvar la mia patria!

ECHILO

Ne’ suoi

Mercenarj ei si affida; ei sa, che altr’armiOr da opporre alle sue non ha Corinto.

TIMOLEONE

Con quest’ ultimo eccidio, è ver eh’ ei sparseTerrore assai di sè ; ma in mille doppjL’ odio ei si accrebbe ; e non è tolto a tuttiL’ animo, il core, e la vendetta. Ilan chiestoGià per segreto messo ai MiceneiPronto soccorso i cittadini; in parteGià i suoi stessi satelliti son compri.

Misero ! ei colto ai propri lacci suoiSarà, pur troppo!... Ah! se rimedio ancora!—Ma tolto ei m’ ha 1’ amico, e, più gran bene,La libertà... Ma pure... ei m’è fratello;

N’ho ancor pietà... Se alcun piegarlo alquanto—

ECHILO

Il potrebbe la madre, ove non guastoSerbasse il cor : ma troppo...

TIMOLEONE

Udrammi anch’ess 11Or per l’ultima volta. Io volo priaA supplicar gli amici miei, che soloDato gli sia di questo di 1’ avanzo,

Tempo a pentirsi; e tosto rìedo; e nulla,Perch’ei si cangi, d’intentato io lascio: