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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO SECONDO

207

E l’uccrsor n’ era costui...

MEROPE

Che miro?...

Questi?... Oh qual strana somiglianza io veggo!

POLIFONIE

Se del mio regno la quiete internaMi prema, il sai: pur, se il rimiri o ascolti,Quasi innocente il credi.

MEROPE

È ver; l’aspetto

Di malvagio ei non ha: nobil sembianza...

Ma, oimè! di sangue egli è grondante ancora.

EGISTO

Donna, e chi’l niega? Questo sangue a primaTroppo mi danna; ma, se stato io fossiDotto in versarlo, anco in mondarmen dottoStato sarei: poc’onda, e fermo viso,

Nelle tenebre eterne avrian sepoltoIl fallo mio. Ma, credi, assai più duraPena, che il re non mi apparecchia, io provoNel mio rimorso. Eppur, ch’altro potea?

Sol, peregrino, ignoto, armi omicideNon io perciò meco arrecava : il ferro,

Che nel giovin superbo in mia difesaFui sforzato adoprar, di man gliel trassi...

Ah ! credi ; al sangue non son io cresciuto.

MEROPE

Era l’ucciso un giovinetto?

EGISTO

Ei pari

M’era d’età.

MEROPE

Che sento?...

POLIFONTE

E par, eh’ ei fosse

Non ben dritt’ uom, se dice il ver costui.

Fuggia correndo per romito calle...

EGISTO

Anzi, or sovviemmi, ch’ei da pria celavaCol pallio il volto in parte...

MEROPE

Ei s'ascondeva?...Foggia?... — Ma tu, noi conoscevi?

EGISTO

Affatto

Stranier qui sono; ed ei ( l’ho sempre innante )Straniero anco mi parve;... anzi, era, al certo;Ai panni almen, che d’ Elide le foggeMostravan più che di Messene.

MEROPE

Oh cielo!...

D’ Elide?...

' EGISTO

Sì; pari alle mie; eh’ io sonoPur d’Elide...

MEROPE

Tu sei?...

POLIFONTE

Ma, perchè tantoBramosa tu, sollecita?,..

Io sollecita ?...

MEROPE

Che parli ?...

POLIFONIE

Panni. — In somma, un vileStranier, cui svena altro straniero oscuro...

MEROPE

Chi sa qual fosse?... È ver... Non è eh’ io prendaPensier di ciò...

POLIFONIE

Per me, s’io noi dovessi,

Tal reo per certo io non udrei. Tu, scevraD’ogni affetto, stupore in ciò non pocoMi arrechi: or che ti cale?...

MEROPE

In me,... fu... mera

Brama d’ udire. — Eppur, men caso assai,Ch’arte mi par, l’aver cosi dagli occhiD’ogni uom tolto quel corpo: e tu si miteVèr 1’ uccisor, che tanto in sè securoStassi... Non so...

EGISTO

Timor m’indusse a trarreNell’onda il corpo; arte non fu: securoIo sto, qual uom conscio a sè stesso in core.Più che noi pensi, addolorato io stava;

Ma tanto or più, che te dolente io veggio,Dubbia, e tremante per 1’ ucciso...

MEROPE

Io dubbia?...

Io tremante?... Noi son... Ma, gl’ infeliciPielade han tosto delle altrui sventure.

EGISTO

Dunque di me pietà ti prenda. Io sonoMisero assai, più che l’ucciso; e il mertoMeno assai. Temerario, ei fu che volleSenza ragione uccider me. Che valse,

Ch’ io il pur vincessi, se in più infame guisalo sto per perder la mia vita? E s’ancoNon mi vien tolta, a cor gentil qual puossiDar pena mai, che la vergogna agguagli?

MEROPE

Alto cor tu racchiudi in basso stato:

Quasi il tuo dir fa forza... Eppur,... se a luceL’ucciso, o il nome almeno...

POLIFONIE

Or, poiché nuova

Brama d’udir tai cose oggi ti prende,

Poich’io mi avveggio, o Merope, che imponeFreno al tuo favellar l’aspetto mio,

Nè so perchè...

MEROPE

Freno?... Che dici?... Io teco

Il lascio.

POLIFONIE

No. Perchè da lui più sappi,

Se più v’avesse, io teco il lascio. A fartiArbitra e donna d’ogni cosa , il sai,

Son presto, e il bramo; il sei tanto più dunqueD’aliar sì lieve. A te costui si aspetta;