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MEROPE
ATT© TERZO
SCENA I.
POLIDORO
Coll’alba io giungo: assai venlura io m’ebbi,Che non fui visto entrare. — 0 fera reggia,Dopo tre lustri, io ti riveggo al fine.
Pien di terrore io ti lasciava, il giornoChe fra mie braccia in securlà traevaDel mio buon re 1’ unico figlio, il sacroAvanzo del suo sangue ; ma, compresoDi ben altro terrore or torno... Ah I questo,
Pur troppo è questo di Cresfonte il cinto!Questo è il fermaglio suo; sculla d’AlcideEvvi l’impresa: in man 1’ ebb’io per anniBen sette e sette. Or venti lune appuntoCompiono, al fianco io gliel cingeva, io stesso.Ahi sconsigliato giovinetto ! udirmiTu non volesti, a’ miei canuti avvisiSordo... Ecco il frutto!... Oh mal vissuti giorniPer me! Da un anno io ti perdei; già indarnoDi te vo in traccia da sei lunghi mesi;
Ed or, qui presso alla natal tua terra,
Del fiume in riva, per sentier romito,
Trovo tue spoglie in un lago di sangue?
Oh me infelice!... Or, che farò?... Ma priaVeder Merope spero. Ah, voglia il cieloPria che al tiranno, appresentarmi a lei!
Nuli’ altro io bramo. Ornai per me che temo?Che perder ho, se il mio picciol CresfonteMi è tolto?...Eppur, chi sa?...Fors’io m’inganno...Forse... Ma come esser può mai?... La madreNe saprà forse... E se noi sa?...Deh! comePotrò mai darle io nuova orribil tanto ?
Come tacerla? Ohciel!... Ma, alcun qui giunge;Ascondiamci... Ma no; donna è che viene;...
E sola viene;... e parmi,... ed é pur dessa...Incontriamla.
SCENA II.
MEROPE, POLIDORO
POLIDORO
Regina.
MEROPE
Oh I Chi m’appella
Qui di tal nome ornai?... Chi sei, buon vecchio?...Ma che veggio? se’ tu?... non m’inganno io?...Polidoro ?
POLIDORO
Sì...
MEROPE
Parla: il figlio.... ArrechiA me tu vita,... o morte?
POLIDORO
...Al fin... pur... dunqueIo li riveggo... Al fine un bacio imprimoSulla sacra tua destra.
MEROPE
Il figlio, dimmi...
POLIDORO
Oh ciel!... Parlar qui posso?
MEROPE
Il puoi per ora ;
Non v’ha persona; e sola andarne io soglio,Pria del sole, ogni giorno, a lagrimareLà, di Cresfonte in su la tomba.
POLIDORO
Oh tomba
Del miglior re, che fosse mai! Deh, possaIo là spirar sovr’ essa I
MEROPE
Or via, mi narra...
Tremar mi fai... Perchè indugiar? si mestoPerchè ritorni? i passi suoi spiasti?Rintracciato non l’hai ? Parla : or sei luneSon, che partisti d’Elide; ed or l’anno,
Che ogni giorno io mi moro.
POLIDORO
Ahi me infelice !Pensa qual pianto è il mio... Tu non ne udistiMai dunque?..
MEROPE
No... Ma tu?
POLIDORO
Trascorsa ho mezzaGrecia ; all’ antico fianco lena porseL’amor, la speme, il gran desio: Cillene,Olimpia, Pilo, Argo, Corinto, SpartaIo visitai, con altre città molte; 1Nè indizio pure ebbi di lui : 1’ ardenteSua giovinezza, e i generosi spirti,
Chi sa fin dove lo spingeano! — Ah figlio!—Troppa in te di vedere era la brama,
D’apprendere, d’andare: o degna proleDel grande Alcide, il mio tugurio vileNon ti capea. Benché del tutto ignotoFossi a te stesso, ogni tuo senso, ogni allo,Pur ti svelava....