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MEROPE
POLIDORO
Che mai farò?... Slatti al mio fianco, o figlio;...Morire almeno in tua difesa io giuro. —
SCENA III.
POLIFONIE, MEROPE, EGISTO, POLIDOROPopolo, Soldati
polifonie
Merope, in mano ecco a te do l’infameUccisor del tuo figlio. Avvinto ei siaD’aspre catene; e a un sol suo cenno, ei cada.merope
Ahi scellerato, barbaro, fellone!
Assassin vile, la tua mano impuraBagnata hai tu del mio figliuol nel sangue?
Che mi vai tutto il tuo? sola una stillaScontar mi può di quello? — Io, che già tantoEra infelice 1 e tu, sovra ogni donna,
Sovra ogni madre, misera mi festi. —
Stringete voi que’ ferrei lacci ; orrendiStrazj inauditi apprestategli : ei spiriInfra’ tormenti I’ alma. Io vo’ mirarloPiangere a calde lagrime: non eh’ una,
Mille vo’ dargli io stessa orride morti. —
Ahi lassa ! e ciò li renderà il tuo figlio?
EGISTO
A te mi arrendo, o Merope: a una madreSì giustamente disperata io cedoDi spontaneo volere: e s’anco in ceppiCostor non mi stringessero, tu solaA far di me qual più vuoi strazio basti.
Giusto è il tuo sdegno... Eppur, sai ch’io non reo,E degno or dianzi di pietà, ti parvi.
MEROPE
Io?... Di pietà?... per te?... — Ma pur, que’dettiSovra il mio cor d’ignota forza... — Or via;
Che pietade? che detti? A che più tardo?Andiam; su quella tomba strascinatelo:
L’ombre del padre e dei figliuoli uccisiDel suo sangue si appaghino;... e la mia;
Ch’ io seguirolli in breve.
POLIFONIE
Un solo istanteTi piaccia ancor sospendere. — Soldati,
E voi, Messenj, testimon vi volliA questo giusto atto solenne. — A dannoDi me serbava occultamente un figlioQuesta adirata madre : eppur pietade
10 del suo duol sento or non poca; e attesto
11 ciel, che s’ella in generoso modoVivo svelato a me l’avesse, io curaPreso ne avrei, qual d’un mio figlio, forse:Morto, mia cura è il vendicarlo. — Udiste? —Merope or tosto si obbedisca: è poco
Una vittima sola a dolor tanto.
EGISTO
Ah ! di Cresfonte all’ ombra altra si debbe
Vittima ornai.
MEROPE
Che parli? Andiam...
POLIDORO
Deh!... prego;
Indugia alquanto. Io vorrei dirti... Ah! m’ odi...
MEROPE
Che parli or tu sommesso? Eri già fidoTu di Cresfonte; al suo rimasto figlioEri custode: or la tua fede forseT’incresce? E che? dell’uccisor ti duole?...Pietà ne senti?... Osi pregar, che il colpo?...
POLIDORO
Io?... pietà?... no... Ma, tu sei madre... Arresta...Udir più a lungo or da lui stesso deiCose assai del tuo figlio.
POLIFONIE
Costui dunque
Il conoscea?...
MEROPE
Che udir? — Che ardisci? E speriScemar mio sdegno? Ei non svenommi il figlio?Non mel dicesti? e noi confessa ei stesso?
E non mel dice, grondante di sangue,
Questo suo cinto, che tu in man m’hai posto?
EGISTO
Quel cinto è mio, tei giuro. Dal mio fiancoCadea sfibbiato...
POLIDORO
Un altro esser potrebbeSimile a quello... E quell’ ucciso... forseNon era il figlio tuo...
MEROPE
Qual nuova ascoltoIniqua fraude !... Ahi rio tiranno! or tuttiDunque hai corrotti? anche costui, già tantoFedele a noi? Quasi a trionfo, in vitaVuoi l’assassin del mio figliuolo, e fingiVolerlo spento? e mezzi tali?...
POLIDORO
O donna,
Tu pel dolor vaneggi. Or, chi non vede?...
MEROPE
Dunque, se spento il vuoi davver, null’allroPiù mi riman da udire. A fren non tengoGià più mia rabbia ornai: già già mi adiraContro me stessa ogni indugiar. Che valeIl più inoltrarci? in queste soglie ovunqueDel par si aggira il trucidato sposo:
Tosto ei si appaghi.—A me quel ferro; io stessa,-Io sì, svenarlo or di mia mano...
EGISTO
Il petto
Eccoli ignudo. Ahi madre !...
POLIDORO
Arresta...
MEROPE
Muori
POLIDORO
Deh! ferma.,.