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ATTO QUARTO
POLIFONIE
Osi tu tanto?
MEROPE
Iniquo... Oh vista!Tu piangi, e tremi?... Ed io, ferir noi posso!...
POLIFONIE
Qual havvi arcano? Or via, vecchio, favella.
POLIDORO
Deh ! per pietà...
POLIFONIE
Parla.
MEROPE
Ch’io’l fera...
POLIDORO
È questi...
MEROPE
Chi mai?
POLIFONIE
Su, svela...
POLIDORO
È... il figlio mio.
MEROPE
Deh! come?..
POLIFONIE
Costui tuo figlio?
EGISTO
Ei mi fu padre.
MEROPE
Ei mente : —
Ma s’anco il fosse, il mio Dgliuol mi ha spenlo.Muori.
POLIDORO
Ah! ferma ..È il tuo figlio.
EGISTO
Oh madre...
MEROPE
Oh cielo 1
POLIFONIE
Costui?.,.
POLIDORO
Sei madre; salvalo.
MEROPE
Il mio figlio?..
POLIFONIE
Qual tradimento è questo? Olà, soldati...
MEROPE
Io li son scudo, o figlio...Ah! il cor mel dice;Son madre ancor...
POLIFONIE
Soldati...
MEROPE
A lui non giungeFerro, che me pria non trafigga...
EGISTO
O madre,
Fra mie braccia ti stringo!...
POLIFONIE ;
Or, qual menzognaNe arrechi tu, lestor di fole antico ?
Un infame assassin, eh’esser noi niega,Alfieri
Sarà suo figlio? e il crederò? Soldati,
Si uccida tosto.
MEROPE
Infame tu... Ma salvo,
Finch’io respiro, è il figlio.
POLIDORO
11 ciel ne attesto,
Cresfonte egli è. Quel cinto, è il suo: sol nacqueL’error da ciò. Messenj, a voi son noto;
Io spergiuro non sono...
EGISTO
E niun fra voi
Me ravvisa dal volto? Unico avanzoDel voslro re son io. Tra voi non havviGuerrièr de’suoi?...
POLIFONIE
Mente costui. Si uccida...
MEROPE
Me pria... No, mai...
EGISTO
Deh! mi si sciolga il braccio;Un brando, un brando a me si porga: ai colpiRiconoscer farommi.
MEROPE
Oh detti! Oh vero
Germe d’Alcide! Agli alti sensi, agli attiNoi ravvisate or (ulti? E noi ravvisiTu, Polifonie, al tuo terrore? Or trema...
Ah no !• eh’ io tremo ; io le ginocchia al suoloPiego... Deh ! tu l’alma a pietade inchina.Questo mio regno, onde ripormi a parteVolevi, (o almen pareva) intero il serba;
Sia tuo per sèmpre. Io, l’usurpalo seggio,
E il trucidato mio consorte, e i figli,
Tutto ornai ti perdono: unico al mondoQuesto figlio mi avanza; altro non chieggo;Deh! tu mel dona; deh!...
POLIDORO
Pensa, che hai molliNemici ancor nel tuo mal fermo regno ;
Che uccider lui, senza tuo rischio grave,
Non puoi. S’io mento, ecco il mio capo. Or dianziA vendicarle il figlio ti accingeviCon pompa tanta, sperandolo estinto;
Ei vive, e ucciso il vuoi?
POLIFONIE
— Costui potrei
Punir, qual ch’ei pur sia, di giusta morte.
Ma, vie più sempre di Messene agli occhi,Donna, smentirli io voglio. Ei non t’è figlio;,Chè il tuo tu stessa infra le fiamme hai vistoPerire; e udillo di tua bocca spessoMessene tutta: ognun qui meco estimaDi si importante fatto e stolta e vanaRisibil prova, 1’ asserir d’ un vecchioSolo, ramingo, e da te compro: eppure,
Altre prove aspettandone, supporlo
10 lai vo’intanto. — Olà, si sciolga. — Illeso
11 rendo a te: quindi piegarli io speroAlle da me proposte nozze....
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