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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUARTO

POLIFONIE

Osi tu tanto?

MEROPE

Iniquo... Oh vista!Tu piangi, e tremi?... Ed io, ferir noi posso!...

POLIFONIE

Qual havvi arcano? Or via, vecchio, favella.

POLIDORO

Deh ! per pietà...

POLIFONIE

Parla.

MEROPE

Ch’io’l fera...

POLIDORO

È questi...

MEROPE

Chi mai?

POLIFONIE

Su, svela...

POLIDORO

È... il figlio mio.

MEROPE

Deh! come?..

POLIFONIE

Costui tuo figlio?

EGISTO

Ei mi fu padre.

MEROPE

Ei mente : —

Ma s’anco il fosse, il mio Dgliuol mi ha spenlo.Muori.

POLIDORO

Ah! ferma ..È il tuo figlio.

EGISTO

Oh madre...

MEROPE

Oh cielo 1

POLIFONIE

Costui?.,.

POLIDORO

Sei madre; salvalo.

MEROPE

Il mio figlio?..

POLIFONIE

Qual tradimento è questo? Olà, soldati...

MEROPE

Io li son scudo, o figlio...Ah! il cor mel dice;Son madre ancor...

POLIFONIE

Soldati...

MEROPE

A lui non giungeFerro, che me pria non trafigga...

EGISTO

O madre,

Fra mie braccia ti stringo!...

POLIFONIE ;

Or, qual menzognaNe arrechi tu, lestor di fole antico ?

Un infame assassin, eh’esser noi niega,Alfieri

Sarà suo figlio? e il crederò? Soldati,

Si uccida tosto.

MEROPE

Infame tu... Ma salvo,

Finch’io respiro, è il figlio.

POLIDORO

11 ciel ne attesto,

Cresfonte egli è. Quel cinto, è il suo: sol nacqueL’error da ciò. Messenj, a voi son noto;

Io spergiuro non sono...

EGISTO

E niun fra voi

Me ravvisa dal volto? Unico avanzoDel voslro re son io. Tra voi non havviGuerrièr de’suoi?...

POLIFONIE

Mente costui. Si uccida...

MEROPE

Me pria... No, mai...

EGISTO

Deh! mi si sciolga il braccio;Un brando, un brando a me si porga: ai colpiRiconoscer farommi.

MEROPE

Oh detti! Oh vero

Germe d’Alcide! Agli alti sensi, agli attiNoi ravvisate or (ulti? E noi ravvisiTu, Polifonie, al tuo terrore? Or trema...

Ah no !• eh’ io tremo ; io le ginocchia al suoloPiego... Deh ! tu l’alma a pietade inchina.Questo mio regno, onde ripormi a parteVolevi, (o almen pareva) intero il serba;

Sia tuo per sèmpre. Io, l’usurpalo seggio,

E il trucidato mio consorte, e i figli,

Tutto ornai ti perdono: unico al mondoQuesto figlio mi avanza; altro non chieggo;Deh! tu mel dona; deh!...

POLIDORO

Pensa, che hai molliNemici ancor nel tuo mal fermo regno ;

Che uccider lui, senza tuo rischio grave,

Non puoi. S’io mento, ecco il mio capo. Or dianziA vendicarle il figlio ti accingeviCon pompa tanta, sperandolo estinto;

Ei vive, e ucciso il vuoi?

POLIFONIE

— Costui potrei

Punir, qual ch’ei pur sia, di giusta morte.

Ma, vie più sempre di Messene agli occhi,Donna, smentirli io voglio. Ei non t’è figlio;,Chè il tuo tu stessa infra le fiamme hai vistoPerire; e udillo di tua bocca spessoMessene tutta: ognun qui meco estimaDi si importante fatto e stolta e vanaRisibil prova, 1’ asserir d’ un vecchioSolo, ramingo, e da te compro: eppure,

Altre prove aspettandone, supporlo

10 lai vo’intanto. — Olà, si sciolga. — Illeso

11 rendo a te: quindi piegarli io speroAlle da me proposte nozze....

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