QUARTO 239
MAGIA
— Gonsiglio, ahi lassa !
ATTO
Nemica donna? E chi gliel dona? il padre;li proprio padre il sangue suo tradisce,
Il suo onore, sè stesso? Insania tanla,
Quando mai, dove mai, fu in uomo aggiuntaA tanta iniquità?
«CESTA. V*
MARIA, BOTUELLO, ORMONDO
MAGIA
Parla; e di vero;
Che favellotli Arrigo?
ORMONDO
... Ei... si... dolea...
Del lieve conto, in che ciascun qui il tiene.
MARIA
Tempo or non è di menomar suoi detti:
Togli ogni vel; sue temerarie inchieste,
E lue promesse temerarie, narra.
ORMONDO
...È vero,,... ei... mi chiedea... d’Elisabetta,
In suo favor, l’aita.
MARIA
Ornai scusarli
Sol puoi col vero. II tutto io so. Che vale?Taciuto invan l’avresti. Arrigo, ei stesso,
All’eseguir, come all’imprender cauto,
Ei primo avrebbe Elisabetta, e Ormondo,
E se tradito; ma di propria tuaBocca udir voglio.
ORMONDO
A me doleasi Arrigo,
Che mal si nutre a doppio regno in questeMura il suo figlio : a Elisabetta quindiDarlo in ostaggio, di sua fede in pegno,Sceglieva ei stesso...
MARIA
Oh non mai visto padre !
E v’ assentivi tu?
ORMONDO
... Con un rifiuto
Noi volli a prima io disperar del tutto...Perch’ei nuli’altro disegnasse, io finsi...
MARIA
Basta; non più. Macchinator d’inganniElisabetta, il credo, a me l’ invia;
Ma più sottili almeno. Or vanne; al grado,
Ciò che non merli per le stesso, io dono.
Ella intanto saprà, che a me si debbe,
Se non più fido, messagger più destro.
SCEAA VI.
MARIA, BOTUELLO
EOTUELIO
Arte, ma tarda, è ne’ suoi detti. Oh comePassa ei tra ’l vero e la menzogna I In tempoConoscerlo giovò.
Non trovo in me, nè forza: il cor mi sentoSquarciare a un tempo e dal dubbio, e dall’ira,E dal timore; e, il crederai? pur ancoDa non so qual speranza...
BOTUELLO
Ed io pur spero,
Ch’ora, ita a vuoto la scoperta trama,
Nuli’ altro mai sia per seguirne.
MARIA
0 cielo !
Arrigo è tal, eh’ or che scoperta ei vedeSua folle impresa...
BOTUELLO
E che può far?
MARIA
Può andarne
Fuor del mio regno. II duro ultimo addioEi già...
BOTUELLO
Fuor del tuo regno? — Anzi che notoQqeslo suo nuovo tradimento fosse ,
Tu giustamente gliel vietavi: or foraPiù giusto ancora; or, che in ammenda ei forseDe’ già mal tesi aguati, altri ne andrebbeA ritentar con più felice ardire.
MARIA
Ciò penso anch’ io; ma pure...
BOTUELLO
E chi sa, dove
Volgere or voglia i suoi maligni passi?
Chi sa qual farsi osi sostegno?... Avrallo;
Ah! si, pur troppo, nel rancore altruiFido appoggio egli avrà. — Scegliere or dessi11 mal minor...
MARIA
Ma il minor mal qual fia?
BOTUELLO
Tu ben lo sai, meglio di me: ma al tuoOttimo cor ripugna altrui far forza.
Eppur, che vuoi? d’ Elisabetta in corteVuoi che Arrigo ricovri? E se in personaCon essa ei tratta, allor, trame ben altre...
MARIA
Oh fatai giorno! d’altri assai più tristiForiero forse! e fia pur vero, al fineGiunto mi sei?... temuto, orribil giorno!
Misera me! Contro chi stato è priaL’amor mio, la mia prima unica cura,
Or io la forza adoprerei?... Noi posso...
E, sia che vuol, mai noi farò.
BOTUEILO
Ma, pensa,
Ch’ ei nuocer molto...
MARIA
E qual può danno ei farmi.Che il non amarmi agguagli ?
BOTUELLO
Ov’ei partisse,