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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUINTO

LAMORRE

Qual sia il disegno,

Egli è crudo, terribile, inaudito:

E la plebe furor più assai ne tragge,

Che non terrore. Or, ben rifletti: forseV’ha chi t’inganna: a rischiararti in tempoForse ch’io giungo. Uscirne sol può dannoDai satelliti rei, che inondan tutteDella città le vie, lugubri tedeRecando in mano, e minacciósi brandì.

Che fan costor del regio colle al piedeSchierati in cerchio, ogni uom lontano à (orzaFerì tenendo?

MARIA

Oh ! del mio oprar ragioneA te degg’io? Son dritti i miei disegni:

E li saprà chi pur saper li debbe.

Ti affidi tu nella insolente plebe?

LAMORRE

In me mi affido, ed in quel Dio verace -,

Onde ministro io sonò. A me la vitaToglier tu puoi, non la franchezza e l’altoLibero dire... Al tuo marito accanto,

Se il vuoi, mi uccidi; ma mi ascolta pria.

MARIA

Cheparli?Oh cielo!., e bramo io forse il sangueDel mio consorte ? e chi ’l può dire ?

LAMORRE

Oh vista ! —

11 cervo imbelle infra i feroci artigliSta di arrabbiata tigre... Oimè ! già il fiancoElla gli squarcia... Ei palpitante cade,

E spira;... e fu...Deh! chi non piange?-Oh lampo!Qual raggio eterno agli occhi miei traluce?Mortai son io? — Le dense orride nubi,Ch’entro nera caligine profondaTengon sepolto l’avvenire, in fumo,

Ecco, si sciolgon rapide... Che veggo?

Io veggio, ahi! si, quel traditor, che tuttoGronda di sangue ancora. Empio? fumanteDi sangue sacro e tremendo, tu giaciEntro il vedovo ancor tepido letto?

Ahi donna iniqua!e il soffri tu?.-..

MARIA

Qual voce?

Quali accenti son questi? Oh ciel! che parli?...Presagj orrendi... Ei non mi ascolta; in voltoGli arde una fiamma inusitata...

LAMORRE

Oh nuova

Figlia di Acab; già l'urla orride sento,

Già di rabidi cani ecco ampie canne ,

Cui tuoi visceri impuri esser den pasto. —

Ma tu, che in trono usurpator ti assidi,

Figlio d’iniquità, tu regni e vivi?

MARIA

Fero un Nume lo invade!.. Oh ciel! Deh! m’odi...

LAMORRE

Ma no, non vivi: ecco la orribil falce,

Che l’empia messe abbatte. Morte, morte...Alfieri

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Sue strida io sento, e già venir la miro.

Oh vendetta di Dio, deh, come scontiOgni delitto!... Il ciel trionfa: è tolta,

Ecco, è strappata la perfida donnaDalle braccia d’adultero marito...

Ecco traditi i traditori... Oh gioia !

Disgiunti sono,... e straziati,... e morti.

MARIA

Tremar mi fai... Deh !.. di chi parli?.. Io manco...

LAMORRE

Ma qual vista novella?... Oh tetra scena !

Negri addobbi sanguigni intorno intornoA fero palco?... E chi sovr’esso ascende?

Oh! sei tu dessa? O già superba tanto,

Or pure inchini la cervice alteraAlla tagliente scure? Altra scetlrataDonna il gran colpo vibra. Ecco l’infidoSangue in alto zampilla ; e un’ombra accorreSitibonda, che tutto lo tracanna. —

Deh, pago in ciò fòsse il celeste sdegno!

Ma lunga striscia la trista cometaDietro a se trae. Del fianco alla morenteDonna, ecco uscir molti superbi e inettiMiseri re. Già in un col sangue in loroDel re dei re la giusta orribil iraScorre trasfusa...

MARIA

...Ahi lassa me!... MinistroDel ciel, qual luce or ti rischiara? Ah! taci...Deh! taci... Io moro...

LAMORRE

Oh ! òhi mi appella?.. InvanoTor mi si vuol questa tremenda vista...

Già già tornar nell’ aere cieco in follaVeggio gli spettri. — Oh ! chi se’ tu, che quasiDesti a pietade?... Ahi! sovra te la crudaBipenne piomba!... Io miro entro a vii polveRotolar tronco il coronato capo!...

E invendicato sei?... Pur troppo; il sei:

Che a vendetta più antica era dovutaL’alta tua testa già.—Pugnar,... ritrarsi,...Spaventare,... tremar;... quante a vicendaRegali scorgo ombre minori ! Oh schiattaFunesta altrui, come a te stessa ! i fiumiFansi per te disangue... E il merli?... Ahi fuggi,Per non più mai contaminar col tuoPiò questa terra: va; fuggi; ricovraLà, di viltade in grembo; agl’ idolatriTuoi pari, appresso: obbrobriosi giorni,

Quivi favola al mondo, onta del trono,

Scherno di tutti, orribilmente vivi...

MARIA

Che sento?... Oimè!... Quale incognita possaHan sul mio cor quei detti!...

LAMORRE

— Oh, d’agitata

Mente, di accesa fantasia, di pienoInvaso petto alti trasporti ! or doveMe traeste?... Che dissi?... Ove mi aggiro?...

Che vidi?... A chi parlai?... La reggia è questa?

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