GARZIA
ATTO TERZO
2S1
Che ti diss’ egli?
Oh madre 1...
ELEONORA
« Va; reca consigli
» Al tuo Garzia; sovvienlo; or gli fai d’uopo. »Nè più vi aggiunse; e passava oltre, in voltoTurbato, qual mai non lo vidi. Or parla;
Non m’indugiar; che fu ?
garzia
Madre, conosci
Tu questo ferro?
ELEONORA
Del tuo padre al fiancoIo sempre il veggo: e che per ciò?...
GARZIA
Stromenlo
Di regno è questo : e al solo Cosmo il fosse !Contaminar la mia innocente destraNon ne dovessi io mai! ma il crudo padreIn man mel reca ei stesso; e vuol che in pettoIo di Salviali a tradimento il vibri.
ELEONORA
Che ascolto? Oh ciel I...Ma, perchè a te commessaVien si atroce vendetta?
GARZIA
Egli me sceglie,
Sol perchè di Salviati pietà sento;
Perch’io lordo non son di sangue ancora;Perch’io la figlia, la infelice figliaDi quel padre infelice, amo...
ELEONORA
Che ascolto?
Giulia!
GARZIA
Si, l’amo ; e malaccorto il dissiA Cosmo io stesso : e in lui si accese quindiSnaturata, e di lui sol degna voglia,
Di fare il padre dell’ amata donnaDall’amante svenare. Or non è il tempoIlf narrarti com’ io fui preso ai lacciDi virtù tanta a tal beltade aggiunta;
Nè, s’io’l narrassi, il biasmeresti, o madre:Sol ti dico, ch'io n’ardo, e che me stesso,
Pria che il suo padre, io svenerò.
ELEONORA
Deh... figlio!..
Oimè !... Che dici?... E che farò?... FunestoAmor! Per quanto oltre ogni cosa io t’ami,Lodar noi posso.
GARZIA
O madre, al fianco tuoGiulia tuttor si sta: sue rare dotiTn ben conosci e apprezzi; e tu l’hai caraSovra ogni altra donzella: indi ben sai,
Che scusa almen, se pur non lode, io merto.Ma, se il vuoi pur, mi biasma : a te non spiacqui,Madre, giammai : m’è legge ogni tuo cenno.Amor, se trarmel non poss’ io dal core,Tenerlo a fren poss’io. Sol che di CosmoAlfieri
Nei feri artigli tu cader non lasciQuell’ innocente angelico costume.
Salvarla vo’, non farla mia. FeroceCosmo uscia minacciandomi: un delittoSolo, al crudo suo cor forse or non basta;Giulia fors’anco... Oh ciel L.Dehl madre, accorri;Deh! s’io mai ti fui caro, or vanne, vegliaSu l’amor mio. Chi sa?...
ELEONORA
Temer soverchio
V amor ti fa.
GARZIA
Tutto temer dall’ atraIra di Cosmo vuoisi: ancor n’hai tempo;
Sta in te il rimedio; il suo furor l’ è forzaDeluder; vano il raddolcirlo fora.
Come or più vuoi, Giulia si scampi; e intantoFingi me quasi ad obbedir già pronto:
Tempo, non altro, io chieggo. Alfin, sei madre;Amor di madre inspireralti. A un figlioDei risparmiare un delitto si orrendo;
E innocente donzella dei sottrarreDa ingiusta forza. Or, tu mi vedi umilePianger, pregar, finché riman pur speme:Guai, se a vendetta il genitor mi spinge;Guai, se sua rabbia in quella, in cui sol vivo,Rivolger osa. Ad inondar la reggiaTrascorreran rivi di sangue; e questoMio braccio il verserà. Più non conoscoRagione allor; più non m’estimo io figlio...
ELEONORA
Deh l’acqueta; che di’? Tropp’oltre vedi:Lunge da le di si fatale eccessoAnco il pensier...
GARZIA
Dunque previeni, o madre,Ciò che impedir poi non potresti. Al duroPasso, a cui tratto il padre m’ha, deh! cercaScampo a me tal, ch’io traditor non sia.
ELEONORA
Si, figlio, si; ma i tuoi bollenti spirtiRattempra: io volo a lui. Cangiar potessi11 suo fiero comando! In salvo almenoGiulia porrò, per darti pace. IntantoNulla imprender, lei vieto, anzi ch’io rieda.
SITAI IV.
GARZIA
Nulla farò, se non è Giulia in salvo. —
Ma oimè! che spero? che a deluder CosmoVaglia or la madre, che scolpito in voltoPorta il terrore?.. Oh! di qual padre io nasco!Sagace al par che crudo, ingannar puossi,Come a pietà piegarlo... Eppur, sua rabbiaNon avrà nella timida donzellaRivolta ei, no, pria di saper, s’io niegoVibrar l’atroce colpo... Ed io, il consento?...
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