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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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DON GARZIA

SCENA V.PIERO, GARZIA

PIERO

Fratei, che festi? Oimèl..

GARZIA

Che fu?

PIERO

Ben ora

Ti compiango davvero.

GARZIA

Ora?... Che avvenne?

PIERO

Misero le! Minaccia Cosmo, e freme,

E traditor ti appella.

GARZIA

Io tal non sono.

PIERO

Ma pure, il padre è fuor di sé. D’infamiAspre catene carca innanzi trarreSi fea la figlia di Salviati...

GARZIA

Oh cielo!

Tiranno vile... Io corro.

PIERO

Ahi! dove?

GARZIA

A trarla

D’indegni ceppi.

PIERO

A orribil morte trarla

Tu puoi, col tuo furore. A guardia ei diella,Sotto pena del core, al crudel Geri.

Se in suo favore un menom’atlo ei vedeDa chi che sia tentar, di propria manoGeri tosto svenarla...

GARZIA

Or or vedrassi...

PIERO

Deh! f arresta; che fai?

GARZIA

...Svenarla? Oh rabbia!.Ma, non giungea la madre a lui?...

PIERO

Pur dianzi

Venne : ma corso era già 1’ ordin fero.

Parlar volea; ma dir non la lasciavaL’irato sire: ella piangea; ma il piantoNon bisognare, ei le diceva: « Il mezzo» Di scolparsi del tutto, io stesso il diedi» Al tuo Garzia. »

GARZIA

Di che, di che scolparmi?D’ esserti figlio? è incancellabil macchia. —Mezzo ei mi diè? vedi qual mezzo: il ferro,

Ch’ io immerger debbo a tradimento in peltoDel misero Sai viali. — Ah ! perchè figlio,

Cosmo, a te sono? ah, noi foss’io! ben foraMezzo, e il migliore, a discolparmi, il ferro.

Ma in le noi posso; oh rabbia!... In me...

PIERO

Che fai?

Che tenti? Ah! cessa...

GARZIA

Anzi che a morte io veggiaTrar l’amata donzella ; anzi che lordoFarmi del sangue del suo padre, io voglioSvenarmi, io qui...

PIERO

Deh! ferma;... odimi;... pensa,Ch’è immutabile Cosmo. Ei vuol SalviatiMorto, a ogni costo: e se da te lo vuole,

Col tuo morir noi salvi; anzi a più duriStrazj il riserbi: ah! ben sai tu, se l’iraDelusa in Cosmo scemi. E f innocenteSua figlia, anch’ essa, forse...

GARZIA

Oh ciel!...

PIERO

Che forse?

Cerio è, pur troppo ! Ove obbedir tu nieghi,

E padre e figlia ei svenerà.

GARZIA

D’orrore

Gelar mi fai. Ma come uccider io,

E a tradimento, un innocente, un giusto?L'amico, il padre dell’amata donnaTrar qui, di notte, e sotto infame veloD’ amistà fìnta?...

PICI»

Ah 1 non s’ udia più atroceCaso giammai; nè mente havvi si salda,

Che non vaneggi a tanto.—Eppur, che vuoi?Ch’ altro puoi far? tutto fia peggio. Un soloPera; fia ’l meglio...

GARZIA

Ed io vivrommi?...

PIERO

Ah!... m’ odi.

Chi te costringe a tal delitto è il reo,

Non tu. — Ma, in parte anco l’orror scemartiDel tradimento io posso, ove in tuo nomeDa me inviar lasci a Salviati il messo. —Risolvi; ornai risolvi: ah! pensa in quantaMortale angoscia or la lua Giulia vive...

GARZIA

Giulia!...E svenarti il padre?... Ah! no, noi posso--Eppur, le sveno, se lui non uccido...

Ch’io, nè morir, nè vendicarti, e appenaSalvarti io possa? —Ma, la madre io degg i0Udire ancor, pria di risolver: forseIl duol, la rabbia, il disperato amore,

Altra via m’apriranno.

PIERO

Ah! no...