ATTO TERZO
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G Alt ZIA
Ma pure,
S'egli è deslin, eh’ io 1’ orrido delitto... —Odi: se a te fra un’ora io qui non riedo,
Pur troppo è ver, che sceglier mi fu forzaDi trucidar di Giulia il padre. — AlloraLascio a le, poiché il vuoi, l’orrido incarcoDi spedir 1’ empio messagger di morie.
ATT O QUARTO
SCEMA. I.PIERO, DIEGO
DIEGO
Dimmi; che volge in suo pcnsier Garzia,
Che andar, correr, tornar, com’uom che l’ormePerduto ha di ragion, poc’anzi io’l vidi?
PIERO
Oh ! non sai eh’ egli ?...
DIEGO
E che di lui saprei ?Stanco, tu il vedi, ed anelante io tornoDalle usate mie selve. Io so, che riccaPreda riporto; altro non so. Ma biechiAccesi sguardi in me volgea Garzia,Oltrepassando tacito, e veloceCome saetta. Or di, qual nuova rabbiaIl cor gli invade?
PIERO
Ahi non è nuova: ei sempreTe biasma, invidia, sfugge, anco schernisce,Quand’ egli il può. Forse il vederli or ora,
Cosi qual sei, d’ ogni regale insegnaSpogliato; e inerme della spada il fianco;
E, nell’aspetto, abitator di boschiPiù che figlio di re; ciò forse il trasseA sogguardarti con dileggio. Ei dannaTutto in altrui, ciò eh’ ei non fa.
DIEGO
Pur parmi,
Più regia opra stancar le belve in caccia,
Che in ozio molle, entro a volumi immensi,Imparare a temer. Pietà mi prendeDel suo dileggio. — Ma, quel tanto a frettaMuoversi, or donde?...
PIERO
Assai gran cose ei volge.Or corre al padre, indi alla madre ei riede,
E in ciò si affretta, anzi che manchi il tempoA’suoi raggiri. Assente Diego, esclusoIo dall’udir; vedi, propizio è il punto,
Ter farsi innante. Altro non so: ma dianzi
Tradimento nomar 1’ amistà reaDi Garzia con Salviali udimmo; or lieveImprudenza si noma: e quel si spessoTeco garrir, che tracotanza eli’ era,
Con altra voce or giovenil bolloreSi appella: e l’odio del poter d’un solo,
Che apertamente egli professa, or l’odoFrivol pensier nomare. — In Cosmo l’iraGiusta rinascer ogni giorno io veggo:
Ma in breve spegner suole arto donnescaIl senil fuoco. In fin, Garzia stamaneChiamar s’udia fellone ; oggi ( ed appenaTramonta il di ) scolpar del tutto ei s’ ode,Difendere, innalzare ; e fia, fors’ anco,
Che premiato ei si veggia.
DIEGO
E che rileva
A noi pur ciò? duoimi, che in grazia al padreTorni il fratello? A ravvedersi, forseCiò sol può trarlo.
PIERO
E più di te fors’io
Invido son del bene altrui? ma, duoimiL’inganno, e più l’alta forai rovina,
Che a nostra stirpe, al padre, e a te sovrasta.
DIEGO
Al padre? a me? Che vuol Garzia? che puote?
PIERO
Regnar vuol egli; e il potrà pur, se taci.
DIEGO
Regnar?... Ma, un brando io non ho forse?
PIERO
Allr’armi
Ei tratta. Or dianzi, un passeggero sdegnoContro di lui ti accese; odiar non sai,
Nè rimembrar le ingiurie tu: ma, s’ altriGiù nel profondo del cor le rinserra;
Se fervid’ atra ira nascosa bolleSi, che a scoppiar lungo non sia...
DIEGO
Ma il padre
In alto oblio non ha 1’ empia contesaSepolta?...
PIERO
11 crede; ma Garzia noi crede.