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SAUL
Su, strappatelo, su: spiccate a un tempo,
Da questo ornai putrido tronco il capoTremolante del padre... Ahi fero stato 1Meglio è la morte. Io voglio morte...
MICOL
Oh padre!...
Noi vogliam tutti la tua vita: a morteOgnun di noi, per te sottrarne, andrebbe...
GIOCATA
— Or, poiché in pianto il suo furor già stemprasi,Deh ! la tua voce a ricomporlo in calma, 'Muovi, o fratello. In dolce oblio l’hai rattoGià tante volte coi celesti carmi.
MICOL
Ahi sì, tu il vedi, all’alitante pettoManca il respiro; il già feroce sguardoNuota in lagrime: or tempo è di prestargliL’opra tua.
DAVID
Deh ! per me, gli parli Iddio. — (1)
» 0 tu, che eterno, onnipossente, immenso,
» Siedi sovran d’ogni creata cosa;
» Tu, per cui tratto io son dal nulla, e penso,
» E la mia mente a te salir pur osa;
» Tu, che se il guardo inchini, apresi il denso» Abisso, e via non serba a te nascosa;
» Se il capo accenni, trema lo universo;
» Se il braccio innalzi, ogni empio ecco è disperso:
» Già su le ratte folgoranti piume» Di Cherubin ben mille un di scendesti;
» E del tuo caldo irresistibil nume» Il condottiero d’Israello empiesti:
» Di perenne facondia a lui tu fiume» Tu brando, e senno, e scudo a lui ti testi :
» Deb! di tua fiamma tanta un raggio solo» Nubi-fendente or manda a noi dal polo.
» Tenebre e pianto siamo...
SACL
Odo io la voce
Di David?... Trammi di mortai letargo:
Folgor mi mostra di mìa verde elade.
DAVID
» Chi vien,chi vien,ch’odo e non veggo?Un nembo» Negro di polve rapido veleggia» Dal torbid’ euro spinto. —
» Ma già si squarcia; e tutto acciar lampeggia» Dai mille e mille, eh’ ei si reca in grembo...
» Ecco, qual torre, cinto» Saul la testa d’infocato lembo.
» Traballa il suolo al calpestio tonante» D’armi e destrieri:
» La terra, e l’onda, e il cielo è rimbombante» D’ urli guerrieri.
» Saul si appressa in sua terribil possa;
(1) Tulli i seguenti versi lirici si potranno cantare senza gor-gheggi da David, s’ egli si trova essere ad un tempo cantore edattore. Altrimenti basterà, per ottenere un certo effetto, die adogni stanza preceda una breve musica istrumentale adattata alsoggetto; c David poi reciti la stanza con maestria e gravità.
» Carri, fanti, deslrier sossopra ei mesce:
» Gelo, in vederlo, scorre a ogni uom per Tossa;» Lo spavento d’Iddio dagli occhi gli esce.
» Figli di Ammon , dov’ è la ria baldanza?
» Dove gli spregi, e T insultar, che al giusto» Popol di Dio già feste?
» Ecco ora il piano ai vostri corpi angusto;
» Ecco, a noi messe sanguinosa avanza» Di vostre tronche teste:
» Ecco ove mena in falsi iddìi fidanza. —
» Ma, donde ascollo altra guerriera tromba» Mugghiar repente ?
» È il brando stesso di Saul, che intomba» D’ Edom la gente.
» Così Moab, Soba cosi sen vanno,
» Con l’iniqua Amalech, disperse in polve:
» Saul, torrente al rinnovar dell’anno,
» Tutto inonda, scompon, schianta, travolve.
SADL
Ben questo è grido de’miei tempi antichi,
Che dal sepolcro a gloria or mi richiama.
Vivo, in udirlo, ne’ miei fervidi anni... —
Che dico?... ahi lasso 1 a me di guerra il gridoSi addice ornai?... L’ozio, l’oblio, la pace,Chiamano il veglio a sé.
DAVID
Pace si canti. —
» Stanco, assetato, in riva» Del fiumicel natio,
» Siede il campion di Dio,
» All’ ombra sempre-viva» Del sospiralo alloro.
» Sua dolce e cara prole,
» Nel porgergli ristoro,
» Del suo affanno si duole,
» Ma del suo rieder gode;
» E pianger ciascun s’ ode» Teneramente,
» Soavemente
» Si, che il dir non v’ arriva.
» L’ una sua figlia slaccia» L’elmo folgoreggiante;
» E la consorte amante,
» Sollenlrando, lo abbraccia:
» L’altra, l’augusta fronte» Dal sudor polveroso» Terge, col puro fonte:
» Quale, un nembo odoroso» Di fior sovr’esso spande:
» Qual, te man venerande» Di pianto bagna,
» E qual si lagna,
» Ch’ altra più eh’ ella faccia.
» Ma ferve in ben altr’ opra» Lo sluol del miglior sesso.
» Finché venga il suo amplesso,
» Qui T un figlio si adopra» In rifar mondo e terso» Lo insanguinato brando:
» Là, d’invidia cosperso,