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SAUL
ATTO QUARTO
SCEKA I.
SCEKA Ili.
LIONATA, MICOL
SAUL, GIONATA
MICOL
Gionata, dimmi; al padiglion del padrePuò tornare il mio sposo?
GIONATA
Ah! no: placalo
Non è con lui Saul; benché in sé slessoSia appien tornato: ma profonda è troppoIn lui la invidia; e fia il sanarla lungo.
Torna al tuo sposo e noi lasciare.
MICOL
Ahi lassa !...
Chi più di me infelice?... Io l’ho nascostoSi ben, eh’ uom mai noi troveria : men riedoVèr esso dunque.
GIONATA
Oh cielo! ecco, sen vieneTurbato il padre : ei mai non trova stanza.
MICOL
Misera me!,.. Che gli dirò?... SottrarmiVoglio...
SCEKA II.
SAUL, MICOL, GIONATA
SAUL
Chi fugge al venir mio? Tu, donna?
MICOL
Signor...
SAUL
Davide ov’ è?
MICOL
... Noi so...
SAUL
Noi sai?
GIONATA
Padre...
SAUL
Cercane ; va; qui tosto il traggi.
MICOL
Io rintracciarlo?... or,... dove?,..
SAUL
E obbedito non l’hai?
Il re parlotti,
SAUL
... Gioitala, m’ami?...
GIONATA
Oh padre!... Io t’amo: ma ad un tempo io caraTengo la gloria tua: quindi, ai non giustiImpeti tuoi, qual figlio opporsi il puote,
Io mi oppongo talvolta.
SAUL
Al padre il braccio
Spesso rattieni tu: ma, quel mio ferro,
Che ad altri in petto immerger non mi lasci,Nel tuo petto il ritorci. Or serba, serbaCodesto David vivo; in breve ei fia...
Voce non odi entro il tuo cor, che grida?
« David fia ’I re. » David? fia spento innanzi.
GIONATA
E nel tuo core, in più terribil voce,
Dio non ti grida? « II mio diletto è David;
» L’ uom del Signore egli è. » Tal noi palesaOgni atto suo? La fera invida rabbiaD’ Abner, non fassi al suo cospetto muta?
Tu stesso, allor che in te rientri, al soloApparir suo, non vedi i tuoi sospettiSparir, qual nebbia del pianeta al raggio?
E quando in te maligno spirto riede,
Credi tu allor, ch’io tei rattenga, il braccio?Dio tei raltiene. II mal brandito ferroGli appunteresti al petto appena, e tostoForza ti fora il ritrarlo: cadrestiTu stesso in pianto a’ piedi suoi, tu, padre,Pentito, si': ch’empio, noi sei...
SAUL
Pur troppo,
Vero tu parli. Inesplicabil cosa
Questo David per me. Non pria veduto
Io l’ebbi in Eia, che a’miei sguardi ei piacq 110
Ma al cor non mai. Quando ad amarlo io pres®°
Quasi sarei, feroce sdegno piomba
In mezzo, e men divide: il voglio appena
Spento; s’io il veggo, ei mi disarma, e colm 3
Di maraviglia tanta, eh’ io divento
Al suo cospetto mi nulla... Ah! questa al certo»
Vendetta è questa della man sovrana.
Or comincio a conoscerti, o tremendaMano... Ma che? donde cagione io cerco?—Dio, non P offesi io mai : vendetta è questa