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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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SAUL

ATTO QUARTO

SCEKA I.

SCEKA Ili.

LIONATA, MICOL

SAUL, GIONATA

MICOL

Gionata, dimmi; al padiglion del padrePuò tornare il mio sposo?

GIONATA

Ah! no: placalo

Non è con lui Saul; benché in sé slessoSia appien tornato: ma profonda è troppoIn lui la invidia; e fia il sanarla lungo.

Torna al tuo sposo e noi lasciare.

MICOL

Ahi lassa !...

Chi più di me infelice?... Io l’ho nascostoSi ben, eh’ uom mai noi troveria : men riedoVèr esso dunque.

GIONATA

Oh cielo! ecco, sen vieneTurbato il padre : ei mai non trova stanza.

MICOL

Misera me!,.. Che gli dirò?... SottrarmiVoglio...

SCEKA II.

SAUL, MICOL, GIONATA

SAUL

Chi fugge al venir mio? Tu, donna?

MICOL

Signor...

SAUL

Davide ov’ è?

MICOL

... Noi so...

SAUL

Noi sai?

GIONATA

Padre...

SAUL

Cercane ; va; qui tosto il traggi.

MICOL

Io rintracciarlo?... or,... dove?,..

SAUL

E obbedito non l’hai?

Il re parlotti,

SAUL

... Gioitala, m’ami?...

GIONATA

Oh padre!... Io t’amo: ma ad un tempo io caraTengo la gloria tua: quindi, ai non giustiImpeti tuoi, qual figlio opporsi il puote,

Io mi oppongo talvolta.

SAUL

Al padre il braccio

Spesso rattieni tu: ma, quel mio ferro,

Che ad altri in petto immerger non mi lasci,Nel tuo petto il ritorci. Or serba, serbaCodesto David vivo; in breve ei fia...

Voce non odi entro il tuo cor, che grida?

« David fia ’I re. » David? fia spento innanzi.

GIONATA

E nel tuo core, in più terribil voce,

Dio non ti grida? « II mio diletto è David;

» L’ uom del Signore egli è. » Tal noi palesaOgni atto suo? La fera invida rabbiaD’ Abner, non fassi al suo cospetto muta?

Tu stesso, allor che in te rientri, al soloApparir suo, non vedi i tuoi sospettiSparir, qual nebbia del pianeta al raggio?

E quando in te maligno spirto riede,

Credi tu allor, ch’io tei rattenga, il braccio?Dio tei raltiene. II mal brandito ferroGli appunteresti al petto appena, e tostoForza ti fora il ritrarlo: cadrestiTu stesso in pianto a’ piedi suoi, tu, padre,Pentito, si': ch’empio, noi sei...

SAUL

Pur troppo,

Vero tu parli. Inesplicabil cosa

Questo David per me. Non pria veduto

Io l’ebbi in Eia, che a’miei sguardi ei piacq 110

Ma al cor non mai. Quando ad amarlo io pres®°

Quasi sarei, feroce sdegno piomba

In mezzo, e men divide: il voglio appena

Spento; s’io il veggo, ei mi disarma, e colm 3

Di maraviglia tanta, eh’ io divento

Al suo cospetto mi nulla... Ah! questa al certo»

Vendetta è questa della man sovrana.

Or comincio a conoscerti, o tremendaMano... Ma che? donde cagione io cerco?—Dio, non P offesi io mai : vendetta è questa