Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
323
JPEG-Download
 

ATTO SECONDO

323

Non che la vita, anco la fama...

AGIDE

E questa

Mai non sta nel (iranno: in me, nel mioSolo operar, sta la mia fama.

AGESISTRATA

E nasce

Sol dal tuo oprar 1’ altrui livore, e il fermoEmpio pensier di opprimerti. Ma, vieneAnfare a noi? degno consiglio e amicoDi Leonida...

• AGIDE

Udiamlo.

AGIZIADE

Oh cielo I io tremo...

SCENA IT.

AGIDE, AGESISTRATA, AGIZIADE,ANFARE, Popolo

ANFARE ,

Fuor del tuo sacro asilo, Agide, in mezzoD’ una tal turba io non credea trovarli.Ma pur, più grati lestimon di questiIo bramar non potea. Vengo ad esporliDi Sparta i sensi.

ACIDE

E son?...

anfare

Di pace.

AGIDE

E quale?

ANFARE

Vera, ove pace alle tue mire avversaNon sia pur troppo; ove in tumulti e risseSecurlà tu non cerchi e in un grandezza.

AGIDE

Io discolparmi or presso a te non deggio:Forse il farò presso a chi il deggio. Udiamo,Di Leonida udiam la pace intanto.

ANFARE

Son io messo del re? Di Sparla io sonoEforo; e a te parlo di Sparla in nome.

Ove piegarti ai cittadin tu vogli,

(Ai veri e saggi) e la città tranquillaRifar, dannando ogni tua nuova leggeTu stesso; il seggio, onde scaduto seiCol tuo fuggirne, Sparta oggi li rende.

AGESISTRATA

Agide...

AGIDE

Madre, a (e son figlio; or posaSecura in me. — Tu, che di Sparla in nome,Pur ch'io indegno men renda, il trono m’offri;Pregoti, al re Leonida in rispostaReca, ch’io seco favellar vorrei,

Pria che in giudicio a Sparta innanzi io parli.

AGIZIADE

Io pur ten prego, Anfare, vanne al padre,

E a ciò Io induci: a lui ritorna in mente,

Che senz’Agide in vita ei non sarebbe;

Ch’ ei la diletta unica figlia suaDiede ad Agide in moglie...

AGIDE

A lui nuli’ altro

Non rammentar, fuorché di Sparla entrambiSiam cittadini; e che il comun vantaggioVuol, ch’ei mi ascolti.

ANFARE

È dubbio assai, s’ei pos sa,0 venir voglia ad abboccarsi teco,

Fin eh’ ei non sa, se tu i proposti pattiNieghi, od accetti.

AGIPE

In guisa niuna ei puote.Negar d’udirmi, e noi vorrà. L’asiloIo per sempre abbandono: a me dintornoCorteggio nullo io vo’. — Spartani, ad allaVoce vel grido; io rimaner qui voglio,

Solo, ed inerme, ed innocente (1). ^-11 vedi,Anfare, il vedi; il tempo, il loco, il modo,Opportuno or fia tutto. Io fra brev’ oraTornerò in questo foro; e qui non sdegniVenirne il re. Solo sarovvi; egli abbiaAl fianco i suoi satelliti: vedutiSarem da quanti cittadini ha Sparla;

Ma non sarem da nessun d’essi uditi.

ANFARE

Poiché tu il vuoi, tosto a recarne avvisoA Leonida volo.

SCENA V.

AGIDE, AGESISTRATA, AGIZIADE

AGIDE

Io ben sapea

Con qual esca allettarlo. — Or, donne, intantoIo con voi riedo alla magione, e ai figli.Godrò fra voi brevi momenti estremiD’alcun privalo dolce, infin ch’io torniAl fatai parlamento.

AGIZIADE

Oh cielo!...

AGESISTRATA

O figlio,

Che speri tu dall’empio re?

agide

La sorte

Di Sparta ei tiene; e tu mi chiedi, o madre,Quel che da lui sperare Agide possa?

(1) fi popolo si sa allonlaiiamlo, c dispersesi.