ATTO SECONDO
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Non che la vita, anco la fama...
AGIDE
E questa
Mai non sta nel (iranno: in me, nel mioSolo operar, sta la mia fama.
AGESISTRATA
E nasce
Sol dal tuo oprar 1’ altrui livore, e il fermoEmpio pensier di opprimerti. Ma, vieneAnfare a noi? degno consiglio e amicoDi Leonida...
• AGIDE
Udiamlo.
AGIZIADE
Oh cielo I io tremo...
SCENA IT.
AGIDE, AGESISTRATA, AGIZIADE,ANFARE, Popolo
ANFARE ,
Fuor del tuo sacro asilo, Agide, in mezzoD’ una tal turba io non credea trovarli.Ma pur, più grati lestimon di questiIo bramar non potea. Vengo ad esporliDi Sparta i sensi.
ACIDE
E son?...
anfare
Di pace.
AGIDE
E quale?
ANFARE
Vera, ove pace alle tue mire avversaNon sia pur troppo; ove in tumulti e risseSecurlà tu non cerchi e in un grandezza.
AGIDE
Io discolparmi or presso a te non deggio:Forse il farò presso a chi il deggio. Udiamo,Di Leonida udiam la pace intanto.
ANFARE
Son io messo del re? Di Sparla io sonoEforo; e a te parlo di Sparla in nome.
Ove piegarti ai cittadin tu vogli,
(Ai veri e saggi) e la città tranquillaRifar, dannando ogni tua nuova leggeTu stesso; il seggio, onde scaduto seiCol tuo fuggirne, Sparta oggi li rende.
AGESISTRATA
Agide...
AGIDE
Madre, a (e son figlio; or posaSecura in me. — Tu, che di Sparla in nome,Pur ch'io indegno men renda, il trono m’offri;Pregoti, al re Leonida in rispostaReca, ch’io seco favellar vorrei,
Pria che in giudicio a Sparta innanzi io parli.
AGIZIADE
Io pur ten prego, Anfare, vanne al padre,
E a ciò Io induci: a lui ritorna in mente,
Che senz’Agide in vita ei non sarebbe;
Ch’ ei la diletta unica figlia suaDiede ad Agide in moglie...
AGIDE
A lui nuli’ altro
Non rammentar, fuorché di Sparla entrambiSiam cittadini; e che il comun vantaggioVuol, ch’ei mi ascolti.
ANFARE
È dubbio assai, s’ei pos sa,0 venir voglia ad abboccarsi teco,
Fin eh’ ei non sa, se tu i proposti pattiNieghi, od accetti.
AGIPE
In guisa niuna ei puote.Negar d’udirmi, e noi vorrà. L’asiloIo per sempre abbandono: a me dintornoCorteggio nullo io vo’. — Spartani, ad allaVoce vel grido; io rimaner qui voglio,
Solo, ed inerme, ed innocente (1). ^-11 vedi,Anfare, il vedi; il tempo, il loco, il modo,Opportuno or fia tutto. Io fra brev’ oraTornerò in questo foro; e qui non sdegniVenirne il re. Solo sarovvi; egli abbiaAl fianco i suoi satelliti: vedutiSarem da quanti cittadini ha Sparla;
Ma non sarem da nessun d’essi uditi.
ANFARE
Poiché tu il vuoi, tosto a recarne avvisoA Leonida volo.
SCENA V.
AGIDE, AGESISTRATA, AGIZIADE
AGIDE
Io ben sapea
Con qual esca allettarlo. — Or, donne, intantoIo con voi riedo alla magione, e ai figli.Godrò fra voi brevi momenti estremiD’alcun privalo dolce, infin ch’io torniAl fatai parlamento.
AGIZIADE
Oh cielo!...
AGESISTRATA
O figlio,
Che speri tu dall’empio re?
agide
La sorte
Di Sparta ei tiene; e tu mi chiedi, o madre,Quel che da lui sperare Agide possa?
(1) fi popolo si sa allonlaiiamlo, c dispersesi.