34.2
SOFONISBA
Mio cor credei; ma il mio dover, mio senno,Mia fama, in Cirta mi volean sepoltaFra le rovine sue.
MASSINISSA
Ti duol d’avermi
Seguito? Oimè! dunque il mio viver duolti.
SOFONISBA
Sol mi dorrebbe ora il morir non tua:
E a ciò mi esponi. O Massinissa, il sai,
Ch’io fra le fiamme di mia reggia in Cirta,Infra le stragi del mio popol vinto,
Udir da te parole osai d’amore...
Ahi lassa mel... già da gran tempo, al gridoDi tua virtù eh’Affrica (ulta empiva,
Io di te presa; io, dai più teneri anniA te dal padre destinata; a un tempoSposa ed amante a te crescea. NemicoAspro di Roma eri tu allor, com’io:
Piacque poscia a Cartagine, ed al padre,
Ch’ io di Siface fossi ; e a te pur piacqueFarti ai Romani amico: allor disgiuntiC’ ebbe il destino...
MASSINISSA
Ah ! riuniti, il giuro,
Siamo or per sempre. O avrai tu meco regno,O morte io teco. — L’aver io dappressoVista e provata la virtù sovranaDel gran Scipione, e il non aver mai vistaLa tua beltà, fur le cagioni allora,
Ch’ io per Roma pugnassi. Ognor nemicoStato m’ era Siface; ei del mio tronoM’avea spogliato: io di fortuna avversaAgli estremi ridotto, amico niuno,
Fuor che Scipione, al mondo non trovava;
E a lui mi strinse indissolubil nodoDi gratitudin sacra. Io largamenteCompri ho di Roma i beneficj poscia,
Col mio sangue, pugnando in sua difesa:
Ma i beneficj di Scipion, sua puraAlta amistà, coll’ amistà soltanto,
E coll’ omaggio a sue virtù, si ponnoPagar da me. Più di Scipion, te solaAmo; te sola or più di lui; ch’io t’amoPiù di me stesso assai.
SOFONISBA
Giurami dunque,
Per darmen prova che di noi sia degna,Giurami or tu, che mai d’Affrica trarreNon lascerai me viva.
MASSINISSA
Inutil Ila.
Pur, poiché il vuoi, per questo brando io il giuro.T’avrei condotta io qui, se qui in periglioIo ti credessi? Infra i Numidi mieiPotea secura entro il mio regno trarli :
Ma qui mi chiaman l’armi: io dal tuo fiancoMe disveller non posso: Affrica e RomaSaper pur denno, che tu sei mia sposa:Quind’io, nemico d’ogni velo ed arte,
Tale or mostrarti voglio.
SOFONISBA
Ornai securaNel tuo giurare, e nel proposto mio,
Mi acqueto... Ma, vien gente: infra i Numidi,Alle tue tende io mi ritraggo intanto.
MASSINISSA
Poiché a te piace, il fa. Scipion si avanza:Parlargli io vo’. Raggiungerotti in breve.
SCHIVA II.
SCIPIONE, MASSINISSA
MASSINISSA
Scipione, io mai più lieto non ti abbraccio,
Che quando io riedo vincitor: più degnoMi pare allor d’ esser di te.
SCIPIONE
Gran parte
Dell’armi nostre, o Massinissa, ornaiFatto sei tu; di gloria fabro a un tempoA me tu sei: quindi sa il ciel, s’io t’amo;
E tu lo sai. — Ma, dimmi ; ( al roman duceOr non favelli, al tuo Scipion favelli )
Riedi tu, dimmi, vincitor davvero?
MASSINISSA
Cirta espugnata, e per mia man distrutta;
Rotto e disperso ogni guerriero avanzoDel morto re...
SCIPIONE
Che parli? e ignori ancora,
Che respira Siface?...
MASSINISSA
0 ciel! che ascolto?..,
SCIPIONE
Spento in battaglia, è ver, la fama il volle.
Ei nella pugna ferito cadea,
Ma non grave era il colpo; e preso quindiDa Lelio, entro al mio campo ei prigioniero...MASSINISSA
Vivo è Siface? in questo campo?...
SCIPIONE
Il frutto
Migliore egli è della vittoria nostra. —
Ma, che fia? Tu ten duoli?...
MASSINISSA
Oh ! che mai... sento-
Dal mio stupor... Ma... tu, perchè mi accogliIn sì freddo contegno?... Entro il tuo pettoChe mai rinserri?
SCIPIONE
Ah Massinissa! in pettoTu bensi chiudi, e al tuo fedele amicoTu, si, nascondi un grande arcano. In volle,Più che stupor, duolo e furore a provaTi si pingono: or, donde in te potrebbeCiò nascer mai, se ostacolo a lue mireIl risorto Siface ornai non fosse?