Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
346
JPEG-Download
 

346

SOFONISBA

A battaglia venirne, io, vincitori,

Gl’invidio e ammiro ognor; vinti, gli aiuto,

E gli compiango.

S1FACE

Ed a le solo io quindi,

Ciò che a nuli’ uom non avrei detto io mai,Dir mi affido...

SOFONISBA

Che dir? Tu per te nullaCerto non chiedi al vincitore ; io niegoNulla da lui ricever mai ; nè purela sua pietà : eh’ altro havvi a dire ? InnanziAl gran Scipion, chi vile osa mostrarsi?

Ma, s’anco vile io fossi, il sol vedermiDavanti agli occhi il distrutto! - de’ miei,

L’ apportator d’ ultimi danni all’ allaPatria mia, ciò sol farmi arder potrebbeOr di magnanim’ ira. Al par nemicaE di Scipione, ancor che umano ei sia,

Mi professo, e di Roma : a farmen degna,Deggio in Scipion più maraviglia or dunque ,Che non pietà, destare.

SCIPIONE

Ogni alma eccelsa,

Ch’ abbia avversa la sorte, a me fa quasiAbborrir la mia prospera.

SOFONISBA

Funesta

Gioia, ma gioia pure, in sen mi brilla,

Or che mi è dato alfine aprir miei sensiAl primier dei Romani. Intender tuttiI misti affetti, a cui mio core è in preda,

Tu solo il puoi, che cittadino ed uomoDel par sei sommo. — A chi in Cartagin cullaEbbe, non men che a chi sul Tebro nacque,la patria sta, sovra ogni cosa al mondo,

Fitta nell’ alma. In me, bench’ io pur donna,Femminili pensier non ebber loco,

Se non secondo. Amai chi meglio odiavaVoi, superbi Romani. Un dì nemicoEra a voi Massinissa ; e al suono alloraDi sue guerriere giovanili impreseIo m’accendea. Siface, allor di RomaEra, non so se ligio, o amico. — Or questiSon gli ultimi miei delti: a Scipio parlo,

E a te, Siface : il simular non giova ;

Chè il cor dell’uom voi conoscete entrambi. —

Dei primi nostri alletti assai profonde

In noi rimangon l’orme : udendo io quindi,

Che 1’ ucciso Siface intera palma

Dava ai Romani ; e Massinissa a un tempo

Occorrendomi agli occhi ; in mio pensiero

Disegno io fei ( forse il dettava il core )

Di distorlo da Roma, e di lui scudo

A Cartagine fare, e a me. Nemica

Qui fra P aquile vostre io dunque or venni :

E l’alta speme, che in mio cor s’é fitta

Di ribellarvi Massinissa, in bando

Fatto m’ha porre assai riguardi ; io ’l sento ;

E colpevol men taccio ; e ad alla ammenda

Son presta io già. Forse, con possa ignota ,

Mi strascinava vèr voi la mia sorteA dar di me non basso un saggio : ed ecco,Campo or mi s’apre a dimostrare a Roma,Qual alma ha in sen donna in Carlagin nata.

SIFACE

L’inaspettato viver mio, ben veggo,

Ad ogni mira tua solo e fatale

Inciampo egli è : ma un’ ombra vana, e breve,

Fia il viver mio. Cessò mia vera vita ,

Dal punto in cui mia libertà cessava :

A che restassi, il sai. Sublimi sforzi,

Da te gli apprendo. Ancor che orrenda piagaSien tuoi detti al mio core, a me soltantoDovevi aprirti ; a vendicarmi degna

10 ti lasciava ; e lascio...

SOFONISBA

A vendicarci,

Non dubitarne, altri rimane. Ogni uomo

11 suo dover qui compia ; il mio si cangia ,

Al rivivere tuo. — Svelato appieno

T’ ho del mio core i più nascosi affetti :

Mi udia Scipion ; cui vii nemica io fora,

Se in altra guisa io favellato avessi.

SCIPIONE

Franco e sublime il tuo parlar, mi è prova,Che me nemico non volgare estimi.

Deh , pur potessi !...

SOFONISBA

Assai diss’ io. — Siface ,Or ritrarci dobbiamo...

SIFACE

In breve io seguo

I passi tuoi...

SOFONISBA

No: dal tuo fianco ornaiNon mi scompagno.

SIFACE

E abbandonarmi pure

Dovrai...

SOFONISBA

Noi voglio; e alla presenza io’l giuroDel gran Scipione. — Or via, deh! meco vien' :Alle orribili tante atre tempeste,

Che ci squarciano il core, un breve sfogoVuoisi conceder pure. Il pianto a forzaFinor rallenni, io donna : al tuo cospettoNo, non si piange, o Scipio: ma naturaVuol suo tributo al line. Egli è da forteIl sopportar le avversità ; ma foraVii stupidezza il non sentirne il carco.

SIFACE

Mìsero me ! deh ! perchè vissi io tanto ?.••

SCESA IV.

SCIPIONE

Sublime donna ella è costei : RomanaDegna sarebbe. — Io ’l pianto a stento afff en