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MIRRA
ATTO TERZO
SCENA I.
CINIRO, CECRl
CECILI
Dubbio non v’ ha; benché non sia per ancoVenuto a noi Pereo, scontento appienoFu dei sensi di Mirra. Ella non l’ama;
Certezza io n’ ebbi ; e andando ella a lai nozze,Corre ( pur troppo ! ) ad infallibil morte.
CINIRO
Or per ultima prova, udiam noi stessiDal di lei labro il vero. In nome tuoIngiunger già le ho fatto, che a te venga.Nessun di noi forza vuol farle, in somma:Quanto 1’amiamo, il sa ben eUa, a cuiNon siam men cari noi. Ch’ ella ornai chiudaIn ciò il suo core a noi, del tutto parmiImpossibile; a noi, che di noi stessi,
Non che di sé, la femmo arbitra e donna.
CECHI
Ecco, ella viene: oh! mi par lieta alquanto,
E più franco il suo passo... Ah 1 pur tornasseQual era! al sol riapparirle in voltoAnco un lampo di gioia, in vita io tostoRitornata mi sento.
SCENA li.
MIRRA, CECRl, CINIRO
CECHI,
Amala figlia,
Deh! vieni a noi; deh! vieni.
MIRRA
Oh ciel! che veggo?
Anco il padre!...
CINIRO
T’inoltra, unica nostraSperanza e vita; inoltrati secura;
E non temere ’l mio paterno aspetto,
Più che non temi della madre. A udirtiSiam presti entrambi. Or, del tuo fero staloSe disvelarne la cagion ti piace,
Vita ci dai; ma, se il tacerla purePiù ti giova o ti aggrada, anco tacerla,
Figlia, tu puoi; chè il tuo piacer Ila il nostro.
Ad eternare il maritai tuo nodoManca ornai sola un’ ora ; il tien ciascunoPer certa cosa : ma, se pur tu fossiCangiata mai; se t’increscesse al coreLa data fe’; se la spontanea tuaLibera scelta or ti spiacesse; ardisci,
Non temer cosa al mondo, a noi la svela.Non sei tenuta a nulla; e noi primieriTe ne sciogliam, noi stessi; e, di te degno,Generoso ti scioglie anco Pereo.
Nè di leggera vorrem noi tacciarti :
Anzi, creder ci giova, che maturiPensier novelli a ciò ti astringan ora.
Da cagion vile esser non puoi tu mossa;L’indole nobil tua, gli alti tuoi sensi,
E 1’ amor tuo per noi, ci è noto il tutto:
Di le, del sangue tuo cosa non degna,
Nè pur pensarla puoi. Tu dunque appienoAdempì il voler luo; purché feliceTu torni, e ancor di tua letizia lietiTuoi genitor tu renda. Or, qual eh’ ei siaQuesto presente tuo voler, lo svela,
Come a fratelli, a noi.
CECRl
Deh ! si : tu il vedi ;Nè dal materno labro udisti maiPiù amoroso, più tenero, più miteParlar di questo.
MIRRA
...Havvi tormento al mondo,Che al mìo si agguagli?...
CECRl
Ma, che fia? tu parli
Sospirando in fra te?
CINIRO
Lascia, deh ! lascia,
Che il tuo cor ci favelli : altro linguaggioNon adopriam noi teco. — Or via; rispondi.MIRRA
...Signor...
CINIRO
Tu mal cominci: a te non sonoSignor; padre son io: puoi tu chiamarmiCon altro nome, o figlia?
MIRRA
O Mirra , è questo
L’ ultimo sforzo. •
-Alma, coraggio...
CECRl
Oh ci eie !
Pallor di morte in volto...