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ATTO TERZO
MIRRA
A me?...
CINIRO
Ma donde,
Donde il tremar? del padre fuo?...
MIRRA
Non (remo...
Parmi; od almen , non (remerà più ornai,Poiché ad udirmi or si pielosi stale. —
L’unica vostra, e troppo amala figliaSon io, ben so. Goder d’ ogni mia gioia,
E v’attristar d’ ogni mio duol vi veggo;
Ciò stesso il duol mi accresce. Oltre i confiniDel naturai dolore il mio trascorre ;
Invan lo ascondo; e a voi vorrei pur dirlo,,..Ove il sapessi io stessa. Assai già pria,
Ch’ io fra ’l nobile stuol de’ proci illustriPereo scegliessi, in me cogli anni sempreLa fatai mia tristezza orrida era itaOgni dì più crescendo. Irato un Nume,Implacabile, ignoto, entro al mio pettoSi alberga; e quindi, ogni mia forza è vanaContro alla forza sua... Credilo, o madre;
Forte, assai forte ( ancor eh’ io giovin sia )
Ebbi l’animo, e l’ho: ma il debil corpo,
Egro ei soggiace;... e a lenti passi in tombaAndar mi sento... — Ogni mio poco e radoCibo, mi è tosco: ognor mi sfugge il sonno;
O con fantasmi di morte tremendi,
Più che il vegliar, mi dan martiro i sogni:
Nè dì, nè notte, io non trovo mai pace,
Nè riposo, nè loco. Eppur sollievo
Nessuno io bramo; e stimo, e aspetto, e chieggo,
Come rimedio unico mio, la morte.
Ma, per più mio supplicio, co’suoi lacciViva mi tien natura. Or me compiango,
Or me stessa abbonisco: e pianto, e rabbia,
E pianto ancora... È la vicenda questa,Incessante, insoffribile, feroce,
In cui miei giorni infelici trapasso. —
Ma che?... voi pur dell’orrendo mio statoPiangete?... Oh madre amata!... entro il tuo senoCh’io, suggendo tue lagrime, concedaUn breve sfogo anco alle miei...
CECRI
Diletta
Figlia, chi può non piangere al tuo pianto?...
CINIRO
Squarciare il cor mi sento da’ suoi detti...
Ma in somma pur, che far si dee?...
MIRRA
Ma in somma,
(Deh! mel credete) in mio pensier non caddeMai di attrislarvi, nè di trarvi a vanaPietà di me, coll’accennar mie fereNon narrabili angosce. — Da che ferma ,
Pereo scegliendo, ebbi mia sorte io stessa,Meno affannosa rimaner mi parve,
Da prima, è ver; ma, quanto poi più il giornoPel nodo indissolubil si appressava,
Vie più forti le smanie entro al mio coreRidestavansi; a tal, ch’io ben tre vollePregarvi osai di allontanarlo. In questiIndugi io pur mi racquetava alquanto;
Ma, col scemar del tempo, ricresceaDi mie furie la rabbia. Oggi son elle,
Con mia somma vergogna e dolor sommo,Giunte al lor colmo al fin: ma sento anch’ oggi,Che nel mio pedo di lor possa han fattoL’ultima prova. Oggi a Pereo son ioSposa, o questo esser demmi il giorno estremo.
CECRI
Che sento?... Oh figlia !... E alle ferali nozzeOstinarti tu vuoi?...
CINIRO
No, mai non fia.
Pereo non ami; e mal tuo grado, indarno,Vuoi darti a lui...
MIRRA
Deh ! non mi torre ad esso0 dammi tosto a morte...È ver, ch’io, forse,Quanto egli me, non l’amo;... e ciò, neppureIo ben mel so... Credi, ch’io assai lo estimo;
E che nuli’uomo avrà mia destra al mondo,S’egli non I’ ha. Caro al mio core, io spero,Pereo sarà, quanto il debb’esser; secoVivendo io fida e indivisibil sempre,
Egli in me pace, io spero, egli in me gioiaTornar farà: cara, e felice forse,
Un giorno ancor mi fia la vita. Ah! s'ioFinor non 1’ amo al par eh’ ei merla, è colpaNon di me, del mio stato; in cui me stessaPrima abborrisco... Io 1’ ho pur scelto: ed ora,
10 di nuovo lo scelgo: io bramo, io chieggoLui solo. Oltre ogni dire, a voi graditaEra la scelta mia: si compia or dunque,
Come il voleste, e come io ’l voglio, il lutto.Poiché maggior del mio dolore io sono,
Siatel pur voi. Quanto il potrò più lieta,
Vengo in breve alle nozze: e voi, beati
Ve ne terrete un giorno.
CECRI
Oh rara figlia!
Quanti mai pregi aduni!
CINIRO
Un po’ mi acqueta
11 tuo parlar; ma tremo...
MIRRA
In me più forte
Tornar mi sento, in favellarvi. AppienoTornar, si, posso di me stessa io donna,
(Ora il voglion gli Dei) pur che soccorsoVoi men prestiate.
CINIRO
E qual soccorso?
CECRI
Tulio faremo.
MIRRA
Addolorarvi ancora
Ah! parla