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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUINTO

Del misero Pereo...

MIRRA

Che ascolto? Oh cielo!

CINIRO

Pereo, sì, muore; e tu Io uccidi. UscitoDel nostro aspetto appena, alle sue stanzeSolo, e sepolto in un muto dolore,

Ei si ritrae: nuli’ uomo osa seguirlo.

Io, (lasso me! ) tardo pur troppo io giungo.*.Dal proprio acciaro trafitto, ei giaceaEntro un mare di sangue: a me gli sguardiPregni di pianto e di morte inalzava;...

E, fra i singulti estremi, dal suo labroUsciva ancor di Mirra il nome. —Ingrata...

MIRRA

Deh! più non dirmi... Io sola, io degna sono,Di morte... E ancor respiro?

CINIRO

Il duolo orrendoDell’infelice padre di Pereo,

Io che son padre ed infelice, io soloSentir Io posso: io ’l so, quanto esser debbaLo sdegno in lui, l’odio,‘il desio di farneAspra su noi giusta vendetta.— Io quindi,Non dal terror dell’armi sue, ma mossoDalla pietà del giovinetto estinto,

Voglio, qual de’padre ingannato e offeso,

Da te sapere ( e ad ogni costo io ’l voglio )

La cagion vera di si orribil danno. —

Mirra, invan me l’ascondi: ah! ti tradisceOgni tuo menom’ alto. — II parlar rotto;

Lo impallidire, e l’arrossire; il mutoSospirar grave; il consumarsi a lentoFuoco il tuo corpo; e il sogguardar tremante;E il confonderli incerta; e il vergognarli,

Clie mai da te non si scompagna:., ah! lutto,Si tutto in te mel dice, e invan tu il nieghi;..!Son figlie in te le furie tue... d’amore.

MIRRA

Io?... d’amor?...Deh! noi credere... T’inganni.

CINIRO

Più il nieghi tu, più ne son io convinto.

E certo in un son io (pur troppo! ) ornai,

Ch’esser non puote altro che oscura fiamma,Quella cui lauto ascondi.

MIRRA

Oimè!... che pensi?...Non vuoi col brando uccidermi ;... e coi detti...Mi uccidi intanto...

CINIRO

E dirmi pur non l’osi,

Che amor non senti? E dirmelo, e giurarloAnco ardiresti, io li terria spergiura. —

Ma, chi mai degno è del luo cor, se averloNon potea pur l’incomparabil, vero,

Caldo amator, Porco? —Ma, il turbamentoCotanto è in (e;... tale il tremor; si feraDa vergogna; e in terribile vicenda,

Ti si scolpiscon si forte sul volto;

Che indarno il labro negheria...

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MIRRA

Vuoi dunque...Farmi... al tuo aspetto... morir... di vergogna?...

E tu sei padre?

CINIRO

E avvelenar tu i giorni,Troncarli vuoi, di un genitor che t’amaPiù che se stesso, con l’inutil, crudo,

Ostinato silenzio? — Ancor son padre:

Scaccia il timor; qual ch’ella sia tua fiamma,(Purch’io potessi vederti felice ! )

Capace io son d’ogni inaudito sforzoPer te, se la mi sveli. Ho visto, e veggoTutlor, (misera figlia! ) il generosoContrasto orribil, che ti strazia il coreInfra l’amore, e il dover tuo. Già troppoPesti, immolando al tuo dover te stessa:

Ma, più di te possente, Amor noi volle.

La passion puossi escusare; ha forzaPiù assai di noi; ma il non svelarla al padre,Che tei comanda, e ten scongiura, indegnaD’ogni scusa ti rende.

MIRRA

— 0 Morte, Morte,

Cui tanto invoco, al mio dolor tu sordaSempre sarai?...

CINIRO

Deh! figlia, acqueta alquanto,L’animo acqueta: se non vuoi sdegnatoConira te più vedermi, io già noi sonoPiù quasi ornai; purché tu a me favelli.

Parlami deh! come a fralello. Anch’ioConobbi amor per prova: il nome...

MIRRA

Oh cielo!...

Amo, sì; poiché a dirtelo mi sforzi;

10 disperalamenlo amo, ed indarno.

Ma, qual ne sia l’oggetto, nè tu mai,

Nè persona il saprà: lo ignora ei stesso...

Ed a me quasi io ’l niego.

CINIRO

Ed io saperlo

E deggio, e voglio. Nè a te stessa crudaEsser tu puoi, che a un tempo assai noi siiPiù ai genitori che ti adoran sola.

Deh! parla; deh ! — Già, di cruccialo padre,Vedi ch’io torno e supplice e piangente:

Morir non puoi, senza pur trarci in tomba. —Qual ch’ei sia colui ch’ami, io ’l vo’far (uo.Stolto orgoglio di re strappar non puote

11 vero amor di padre dal mio petto.

Il luo amor, la tua destra, il regno mio,Cangiar ben ponno ogni persona umileIn alta e grande: e, ancor che umil, son certo,Che indegno al tutto esser non può l’uom ch’ami.Te ne scongiuro, parla: io ti vo’salva,

Ad ogni costo mio.

MIRRA

Salva?.. Che pensi?...

Questo stesso tuo dir mia morte affretta.*.