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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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BRUTO SECONDO

BRUTO,

Si : nel proprio sangue immersoCesare giace : ed io, benché non tintoDi sangue in man voi mi vediate il ferro,

Io pur cogli altri, io pur, Cesare uccisi...

POPOLO

Ah traditor ! tu pur morrai...

BRUTO

Già volta

Sta dell’acciaro al petto mio la punta :

Morire io vo’ : ma mi ascoltate pria.

POPOLO

Si uccida pria chi Cesare trafisse...

BRUTO

Altro uccisore invan cercale : or luttiDispersi già fra 1’ ondeggiante folla,

I ferilor sparirò: invan cercateAltro uccisor, che Bruto. Ove ferociA vendicare il ditlator qui trattiV’ abbia il furore, alla vendetta vostraBasti il capo di Bruto. — Ma, se in mente,

Se in cor pur anco a voi risuona il nomeDi vera e sacra libertade, il pettoA piena gioia aprite: è spento al fine,

È spento là, di Roma il re.

POPOLO

Che parli ?

BRUTO

Di Roma il re, si, vel confermo, e il giuro:

Era ei ben re: tal qui parlava ; e taleMoslrossi ei già ne’ Lupercali a voi,

Quel di che aver la ria corona a schivoFingendo, al crin pur cinger la si feaBen tre volte da Antonio. A voi non piacqueLa tresca infame; e a certa prova ei chiaroVide, che re mai non saria, che a forza.Quindi a guerra novella, or, mentre esaustaD’uomini, d’armi, e di tesoro è Roma,

Irne in campo ei volea; certo egli quindiDi re tornarne a mano armala, e farviCaro costare il mal negato serto.

L’oro, i banchetti, le lusinghe, i giuochi,

Per far voi servi, ei profondea: ma indarnoL’empio il tentò; Romani voi, la vostraLiberlà non vendete: e ancor per essaPresti a morir lutti vi veggio: e il sonoIo, quanto voi. Libera è llSma; in puntoBruto morrebbe. Or via, svenate dunqueChi libertà, virtù vi rende, e vita;

Per vendicare il vostro re, svenateBruto voi dunque : eccovi ignudo il petto.,.

Chi non vuol esser libero, me uccida. —

Ma, chi uccidermi niega, ornai seguirmiDebbe, ed a forza terminar la impresa.

POPOLO

Qual dir fia questo? Un Dio lo inspira.

BRUTO

Ah! veggo

A poco a poco ritornar Romani1 già servi di Cesare. Or, se Bruto

Roman sia anch’egli, udite, — Havvi tra voiChi pur pensato abbia finora maiCiò, eh’ ora io sto con giuramento espressoPer disvelare a voi? — Vero mio padreCesare m’ era.

POPOLO

Oh cieli che mai ci narri?...

BRUTO

Figlio a Cesare nasco; io ’l giuro; ei stessoIer l’arcano svelavami, ed in pegnoDi amor paterno, ei mi volea, ( vel giuro )Voleva un di, quasi tranquillo e pienoProprio retaggio suo, Roma lasciarmi.

POPOLO

Oh ria baldanza!...

BRUTO

E le sue mire iniqueTutte a me quindi ei discoprire ardiva...

POPOLO

Dunque ( ah pur troppo ! ) ei disegnava al fineVero tiranno appalesarsi...

BRUTO

Io piansi,

Pregai, qual figlio; e in un, qual cittadino,

Lo scongiurai di abbandonar l’infameNon Romano disegno: ah! che non feci,

Per cangiarlo da re?... Chiesta per ancoGli ho in don la morte; che da lui più caraChe il non suo regno, m’era: indarno il tutto:Nel tirannico petto ei fermo avea,

O il regnare, o il morire. Il cenno alloraDi trucidarlo io dava ; io stesso il davaA pochi e forti: ma in alto frattantoSospeso stava il tremante mio braccio...

POPOLO

Oh virtù prisca! o vero Bruto!

BRUTO

È spento

Di Roma il re: grazie agli Iddii sen renda...Ma ucciso ha Bruto il proprio padre;... ei merlaDa voi la morte... E viver volli io forse?...

Per brevi istanti, io il deggio ancor; finch’ioCon voi mi adopro a far secura appienoLa rinascente comun patria nostra:

Di cittadin liberatore, il forte

Allo dover, compier si aspetta a Bruto;

Ei vive a ciò: ma lo immolar se stesso,

Di propria man su la paterna tomba,

Si aspetta all’ empio parricida figlioDel gran Cesare poscia.

POPOLO

Oh fero evento!...

Stupor, terror, pielade;... oh ! quanti a un tempoMoti proviamo?,.. Oh vista ! in pianto anch’egli,Tra il suo furor, Bruto si stempra?...

BRUTO

— Io piango?

Romani, si; Cesare estinto io piango.

Sublimi doti, uniche al mondo; un’ alma,

Cui non fu mai 1’ egual, Cesare avea: