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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO SECONDO

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ABELB

Oh cielo! e verrà giorno,Ch’io cercherovvi, e che in nessuna parieNon troverò i miei buoni genitori,

Mai più?

ADAMO

Mi sforza al pianto (oimè!) con questoSuo innocente parlare. Ah! che mai femmo,Èva mia, che mai femmo?

CAINO

Padre amato?

Or, di che piangi,

ABELB

E la madre anch’ella, (oh Dio!)Si asconde il viso lagrimando. Ah ! forseCoi miei detti vi spiacqui ? or, perdonatemi,Più non sarò con domande importuno.

ADAMO

Di me non duoimi; io meritai pur peggio: (1)Questi innocenti, dolgonmi. Deh, qualeImmenso bene il mio fallir lor toglie! —

CAINO

Taciamci, o Abele. Il genitor favella,

Grave e pensoso, con se stesso.

ADAMO

O figli,

Già s’inoltra la notte; ite al riposo:

Vi benedice il padre: in Dio feliciDormite voi. Su la nascente aurora,

Io deslerovvi dal fraterno strato.

Dormite or queli nel sonno profondo

(1) Da se.

Dell’amena innocenza.

ABELE

Andiam; chè ornai,Dalla stanchezza, io più non posso.

CAINO

Andiamo.

Ma tu pur, madre, pria dèi benedirci.

ÈVA

Ed abbracciarvi, amati figli, a un tempo (1).

SCENA III.

ADAMO, ÈVA

ADAMO

Èva, dimmi, co’figli mai parolaFacevi tu del mio perduto bene?

ÈVA

Mai non la fei: tu l’inibisti: io tacqui.

ADAMO

Ed io, mal cauto, e da mia doglia vinto,

Io quasi or dianzi mi tradiva. Ah, notoMai non sia lor tal fatto ! io tema avrei,Ch’essi perciò ci amasser meno. Or, vieni;Posiam noi pure. — Onnipossente padre,Deh, su noi l’occhio tuo sempremai vegli!

(1) Si ritirano i figli verso lo slrato loro , opposto a quelloche occuperanno poi Èva ed Adamo, dopo le ultime paroledell* atto.

ATTO TERZO

SCENA I.

Notte.—Capanna d’Adamo.

LUCIFERO, IL PECCATO, L’INVIDIA,LA MORTE, demoni

Abele e caino dormienti, adamo ed eva

DORMIENTI

LUCIFERO

-Dove sono or quegli Angioli celesti,

Sempre a scacciarci presti?

IL PECCATO

Al tuo venir fors’essi spaventati,

Diedero il dorso,..

LUCIFERO

E fur ben consigliali.

Ma tosto, or tosto, pria che d’altri armatiTraggan soccorso,

Che ponga al nostro ardire un duro morso,Facciasi l’alto effetto.

CORO DI DEMONI

Invidia, Morte, all’uomo ogni dilettoAttoscale, troncate, sbarbate:

Ogni suo ben passato oggi si slempre;

E qual ci nasce, abbia onde pianger sempre.

CORO DI LUCIFERO, PECCATO, INVIDIA E MORTE

Si, s’attoschi, si tronchi, si sbarbiOgni suo bene.