ATTO SECONDO
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ABELB
Oh cielo! e verrà giorno,Ch’io cercherovvi, e che in nessuna parieNon troverò i miei buoni genitori,
Mai più?
ADAMO
Mi sforza al pianto (oimè!) con questoSuo innocente parlare. Ah! che mai femmo,Èva mia, che mai femmo?
CAINO
Padre amato?
Or, di che piangi,
ABELB
E la madre anch’ella, (oh Dio!)Si asconde il viso lagrimando. Ah ! forseCoi miei detti vi spiacqui ? or, perdonatemi,Più non sarò con domande importuno.
ADAMO
Di me non duoimi; io meritai pur peggio: (1)Questi innocenti, dolgonmi. Deh, qualeImmenso bene il mio fallir lor toglie! —
CAINO
Taciamci, o Abele. Il genitor favella,
Grave e pensoso, con se stesso.
ADAMO
O figli,
Già s’inoltra la notte; ite al riposo:
Vi benedice il padre: in Dio feliciDormite voi. Su la nascente aurora,
Io deslerovvi dal fraterno strato.
Dormite or queli nel sonno profondo
(1) Da se.
Dell’amena innocenza.
ABELE
Andiam; chè ornai,Dalla stanchezza, io più non posso.
CAINO
Andiamo.
Ma tu pur, madre, pria dèi benedirci.
ÈVA
Ed abbracciarvi, amati figli, a un tempo (1).
SCENA III.
ADAMO, ÈVA
ADAMO
Èva, dimmi, co’figli mai parolaFacevi tu del mio perduto bene?
ÈVA
Mai non la fei: tu l’inibisti: io tacqui.
ADAMO
Ed io, mal cauto, e da mia doglia vinto,
Io quasi or dianzi mi tradiva. Ah, notoMai non sia lor tal fatto ! io tema avrei,Ch’essi perciò ci amasser meno. Or, vieni;Posiam noi pure. — Onnipossente padre,Deh, su noi l’occhio tuo sempremai vegli!
(1) Si ritirano i figli verso lo slrato loro , opposto a quelloche occuperanno poi Èva ed Adamo, dopo le ultime paroledell* atto.
ATTO TERZO
SCENA I.
Notte.—Capanna d’Adamo.
LUCIFERO, IL PECCATO, L’INVIDIA,LA MORTE, demoni
Abele e caino dormienti, adamo ed eva
DORMIENTI
LUCIFERO
-Dove sono or quegli Angioli celesti,
Sempre a scacciarci presti?
IL PECCATO
Al tuo venir fors’essi spaventati,
Diedero il dorso,..
LUCIFERO
E fur ben consigliali.
Ma tosto, or tosto, pria che d’altri armatiTraggan soccorso,
Che ponga al nostro ardire un duro morso,Facciasi l’alto effetto.
CORO DI DEMONI
Invidia, Morte, all’uomo ogni dilettoAttoscale, troncate, sbarbate:
Ogni suo ben passato oggi si slempre;
E qual ci nasce, abbia onde pianger sempre.
CORO DI LUCIFERO, PECCATO, INVIDIA E MORTE
Si, s’attoschi, si tronchi, si sbarbiOgni suo bene.