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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ABELE

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Di lagrime le goteE di sudor la fronte allagherà:

Ma chi nell’ aurea chiostraPon le beate piante,

Ha scritta in adamanteV intera eterna sua felicità.

CORO DESTRO

In quest’ orrido deserto

Qual fia mai l’uom sventurato,Che a selvaggio vitto incertoDal destin fu condannalo?

coro sinistro

Uomo, ah no, quel che qui alberga,Uom non è come il siam noi:

Lo percosse orribil verga,

Che ha cangiato i fati suoi.

CORO INTERO

Ma, chi non gustò del pomoPerderà il bell’ esser d’ uomo ?

DNA VOCE DEL CORO (1)

Noi perderà, no, no. —

Tu, che del rigidoRotto divietoNulla pur sai;

Tu dei nel frigidoBel fiume lietoTuffar tuo’ guai.

Che perder 1’ uom non puòSuo dritto mai.

CORO INTERO

Noi perderà, no, no.

UNA VOCE DI DONNA, DAL CORO

Vieni, o figliuol d’Adamo,Là, dove in festa eternaUguale alla supernaVita noi pur viviamo.

Nè il Sol tu splendere,

Qual colà splende;

Nè visto hai scendere,

Qual colà scende,

Dolce manna dal ciel:una voce d’ uomo

Nè il rio trascorrereCandido latte;

Nè all’ uom soccorrereL’ elei e le fratte,

Di purissimo miei.

LE DUE VOCI d’ UOMO E DONNA

Vieni, o figliuol d’Adamo,Là, dove in festa eterna^*Uguale alla supernaVita noi pur viviamo.

(1) Mentre canta alcuna voce sola del Coro, si sospendonole danze : tosto che il Coro intero ripiglia, ricominciansì.

CORO INTERO

Vieni, o figliuol d’Adamo,Là, dove noi viviamo.Affrettati, su su:

Che quanto tardi più,Tanto più lieve puòAltri preceder te.

Se il bene sai quant’ è,Noi perderai, no, no (1).

SCENA. TI.

LA MORTE, CAINO, L’INVIDIA

L’INVIDIA

Destati ornai dal tuo stupor, Caino.Vedesti, udisti; a me non resta or altroChe darti, in pegno di mia fe’, mia destra.Prendila, prendi (2).

SCENA TU.

CAINO

Or, deh, trattienti. — Oh qualeBrivido fiero al cor m’è corso 1 il sangueGelido par quivi stagnarsi... 0 qualeTosto sottentra orribil vampa! io corroSu i passi tuoi, pria che il fellon d’AbeleNon mi preceda là.

SCENA TIII.

CAINO ed ABELE (3)

ABELE

Caini che veggio?

CAINO

Ah traditor, di là tu vieni? io tosto (4)

Ten punirò.

ABELE

Madre, soccorso, aita (5).

CAINO

Fuggi pur tu, raggiungerotli io ratto (6;.

(1) Più volte questo verso. — Al cessar del Coro, s F‘ ilscono i danzatori c cantatori.

(2) Nel toccargli la mano, sparisce con la madre.

(3) Che torna di verso il fiume.

(4) Gli corre incontro con la marra.

(5) Fuggendo indietro.

(6) Inseguendolo si trae dalla vista.