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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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458 ALCESTE

E il lieto avviso del risorto figlio,

Bench’ella infermo a morte noi credesse,Recagliel tu.

FEREO

Noi miseri...

ALCESTF.

Voi lieti,

Che riaveste il già perduto figlio.

Vanne; ten prego: invan li opponi; io fattaSon più che donna. Ogni timor sia muto:

Di Admeto io son la salvatrice: or luttiObbediscan me qui.— Deh, voi di FereDegne matrone, or della reggia uscite,

Ed un augusto sagrificio tostoApprestate a Proserpina. Si cantiL’inno dovuto alla lerribil Diva,

L’ ara apprestando appiè di questo alteroSimulacro di lei: tra breve io riedoA compier qui ’l solenne riio, o donne.

SCENA UT.

CORO,FEREO

FEREO

Oh coraggio! oh virlude!... Oh non mai vistoAmor di sposa!... Ahi sventurato Admeto,

Se a tal costo pur vivere tu dei 1

SCENA IT.

CORO

Strofe.

Benigna ascolta i voli nostri, o DivaDell’Averno terribile ;

SECONDA

S’è pur possibile,

Che d’Acheronte oltre la infausta rivaDi mortai prego scenda ai cupi regniMai voce viva:

Gli occhi di pianto amaramente pregni,Tremanti tulli al perigliar di Admeto,Supplici oriam che il Nume tuo si degniFar per ora divietoAlla vorace insaziabil MorteDi ferir uom si pio, si amato, e forte.

Anlislrofe.

Speme egli sola ai genitor cadenti,

Cui pur troppo è probabile

Che inconsolabile

Lutto torria dal libro dei viventi :

Admeto, speme di Tessaglia tutta,

Che vedria spenti

Con lui suo lieto stalo, e in un distruttaL’alta possanza, in cui secura or giace ;

S’ei pria non ha sua prole al regno inslruttaColl’animo sagace:

Tropp’uopo è a noi la sua terrestre salma;Chè Admeto e Alcesle son duo corpi e un’alma

Epodo.

Se un di rapita appo la piaggia ondosaDell’Etna tu, nè il rapitor discaroTenevi pur, nè amaroT’era il tenor de’suoi cocenti detti;

Piena tu il cor di coniugali affetti,

Ai mali altrui pietosa,

Dea, troncar deh non vogli oggi i dilettiDi fida amante e riamata sposa!

ATTO SECONDO

SUSTA I.

CORO, ADMETO

CORO

Ma , che vediam? fia vero? Admeto il passoProspero e franco e frettoloso volgeVèr noi! Stavasi dianzi ei moribondo,

Ed or si tosto?... Admeto, agli occhi nostri

Crederem noi?

ADMETO

Sì, donne; risanalo

Di corpo appieno in un istante io sono;Ma non di mente, no.

CORO

Che fia? tu giriIntorno intorno perturbalo il guardo.!.

ADMETO

Ditemi, deh; la mia divina AlcesleDov’è? per lutto, invan la cerco.