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Risposta apologetica : alle opposizioni fattegli dal Signor Dottore A.M. nella sua dotta lettera diretta all'Eccellenza del Sig. B.T / di D. Guido Grandi
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i68 * ' Tsisposta Apologetica.

prendo di mira in quello Scolio, per giustificare me stesso,e la mia dottrina , debbono concorrere necessariamentedue circostanze: una, d’aver incontrato difficoltà in quelmio Paragrafo : e ciò non è cosa, di cui io mi potesti ,ò dovessi offendere, perché si sa , che non tutti Pinten-dono ad un modo, e siccome varj sono i gusti del senso,così ancora diversi sono quelli dell’intelletto, e secondo,che una verità si rappresenta sotto fattezze più, ò menoconfacevoli al genio di questo, ò di quello, ne incontraaggradimento dall’uno, e ne riporta disprezzo , ò avver-sione da un altro : per la qual cosa, io sarei troppo in-sipido a pretendere, che da tutti si approvassero ad oc-chi chiusi le mie sentenze, quantunque a me ben fon-date appariscano. L’altra circostanza si è, d'effersi poivantato quel Censore, d’avermi corretto un fallo tantogrossolano, e massiccio , di cui a pena potesse credersicapace un Uomo di senno : e questa azione è tanto in-capace d’essere sostenuta per giusta, ed onorevole* cheil medesimo Sig. M., benché espressamente non la ne-ghi , mostra però di non volere , che gli si attribuisca ,se con positive testimonianze, ed irrefragabili argomen-ti , non se gli prova, dicendo di me : nì eglt potrà maiprovare sì fatto vanto , se non se forse per bocca dt qual-che mto poco amorevole , ond’ io postò francamente negar -£//, che età sia vero ; soggiungendo poi : che quando anch'egli vero foste , e gli foste da chi che sta flato riportato ,pessima astone , e meritevole di ogni più acerba riprensione ,averebbe certamente fatto ti rapportatore ( 4 ) ; e perchéil rapportare fazioni altrui onorate , e lodevoli , nonè cosa degna di riprensione alcuna, bisogna pur confes-sare, che la millanteria, di cui parliamo, sia veramenteazione da biasimarsi, e di cui io avea ragione di lamen-tarmi, e che non può dal medesimo Avversario mio es-sere approvata.

X. Or posto ciò, io faccio questo dilemma. O’ che ilSig. M. nega d’aver fatto un tal vanto , ò che lo con-cede. S'egli lo nega, è manifesto, che io non parlo diLui, perché in esso non concorre la principal circostanza,

che

4 Lettera Sig. M. pag.ip.