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Risposta apologetica : alle opposizioni fattegli dal Signor Dottore A.M. nella sua dotta lettera diretta all'Eccellenza del Sig. B.T / di D. Guido Grandi
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Varie II, Capo IL 171

dottrina del Galileo circa le linee composte d’infinitipunti, non mi consigliò altrimenti in quella congiunturaa servirmene , come io pur riferisco nello Scolio accen-nato, nè ad abbracciarla, e farmene Mallevadore (2).In oltre pag. ir pretende , che la storia da lui raccon-tata, cioè della Revisione commessa a lui del mio Libro,fosse l’origine delle nostre contese, e del rancore controdi lui conceputo; quasi che, io fossi capace d’ossendermi,per simigliante cagione, che in se stessa è del tutto in-nocente (3 ). E finalmente, pag. 19, che data la veritàdell essersi egli contro di me vantato , come sopra,pessima azione fu la mia a risentirmene, e massime permezzo delle pubbliche Stampe, dando fede a’ Rappor-tatori, contro le leggi della buona Cavalleria, di cuimi condanna per poco pratico , mandandomi a leggerei Libri di cotal professione, per emendarmi, e riguar-darmi per l’avvenire da simiglianti soperchierie (4).

II. Quanto alla prima taccia , egli è assai manifestoa chi ha punto pratica del mio Stile Latino , che il pe-riodo surrogato dal Sig. M., in vece di quel mio para-grafo, non è altrimenti confacente alla mia maniera dìscrivere in quell’Idioma , in cui sebbene non posso van-tarmi d’aver tutta quella pulitezza, e perfezione , che

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x Nè ciò diss’io , perché io allora pretendessi di approvare unatal sentenza, e molto meno per consigliar lui ad abbracciarla,com’ egli dice , e a farsene Mallevadore ) Ivi pag.rz.

} La storia, che è poi stata l’origine, e quasi fonte, onde è de-rivato ogni rancore del detto Padre contro di me ) Ivi pag.n.4 E quand’anche egli vero fosse, e gli fosse da chi che sìa statoriportato , pessima azione, e meritevole d’ogni più acerba ri-prensione, avrebbe certamente fatto il Rapportatore; ma peg-giore anche laverebbe fatta egli stesso col risentirsene, e mas-sime per mezzo delle pubbliche Stampe. 11 che saprebbe eglimolto bene, se soste pratico ne' Libri Cavallereschi, > quali si-miglianti risentimenti, fatti per rapporto altrui, non solo dan-nano, e detestano; ma arrivan fino a dar loro certi titoli, cheio vo* tacergli, per usar con lui quella modestia che non haegli usato meco. Leggali pure per tanto egli medesimo in queiLibri, che di tali materie trattano, se vuol sapergli, per emen-darsi , e diventar più cauto, e più guardigno nell’avvcnire)Ivi pag.19.