iq8 Rispositi Apologetica »
quali esso Bellini , lo stavano attendendo a terreno ; e cosìegli non ancora affatto svegliato , nè del tutto vestito de *suoi abiti or dinarj,scendendo abbasio , dettava Jenz >’ or^/-«e, e senza metodo varie lezioni sopra vane materie ,però ripiene di’una profondissima scienza delle cose naturali ,e *// «//re nobilissime peregrine speculazioni .
VI. Da tanti riscontri può il mio dottissimo Avver-sario accorgersi, d’essere stato tradito dalla sua memo-ria, ò dalle informazioni poco accurate , nell’ asserirecosì francamente , che Yllltva non facesse mat figura dìMaestro del Sig. Belimi . Ed insieme fi consoleranno iGentilissimi Giornalisti di Venezia, di aver esposto ciò,che era verissimo, nell’impegnarsi a dire il Bellini Sco-lare del Borelli, e dell’Uliva, e non averanno occasio-ne di temere, di doversi in ciò per la terza volta ritrat-tare, Ò Correggere : se pure non volessero accrescere ilnumero de’ Maestri di quel grand’ Uomo, col nominarein terzo il famosissimo Sig. Francesco Redi, come contutta ragione potrebbero, giacché sotto la disciplina dicosì rinomato Soggetto , si protesta assai seriamente ilmedesimo Bellini , d’aver appresa l’Arte del medicare:il che si può vedere nel Libro de Urinis , ch’egli stampò,e con una sua Lettera in modo di Dedicatoria indirizzò,per segno di sua gratitudine, al medesimo Redi, dicendo :Francisco Redi , Patritio Aretino , Viro Gravissimo , Ami-cisjimoque , & in Medicina sacienda Prxcepton suo aman-tissimo . Laurentius Belimi beni agere . Ago tecum libera -ister^ Prceceptor optime &c. Il che tutto sia detto a glo-ria della Verità, nulla per altro importandomi questointeresse, nè giovando, ò pregiudicando punto alla miacausa, che l’Uliva, ò il Marchetti, ò il Redi, ò qual-sivoglia altro facesse figura di Maestro al Bellini ; masolamente perché soffrir non posso di vedere dissimularsicon tanto artificio , anzi opprimersi , e seppellissi que’Lumi più vivi, co’ quali poteva illustrarsi la Storia let-teraria : ed altri molto ambigui, impropri, ed oscuribarlumi in loro vece surrogarsi, per qualche debolissimoriflesso di gloria, che altri spera quindi a suo profittoderivare»
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