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Ora parve ( al Censore ) troppo ardita 'quella compara-Telone dell’ Infinita Onnipotenza circa il creare , ei anni-chilar , che io, non avea gtd per urì e fatta similitudine , maper una misteriosa. allegoria , ò analogìa , ec. Mi persua-deva il Censore a voler per risposi a- dell’ obiezione addurrequello , che dice ne’ Dialoghi il Galileo , cioè, che quan-tunque alquanti iudivtfibih non facciano alcuna estensione^tuttavolta infiniti la possono fare ; ma non ho voluto im-pegnarmi in tale dottrina , ed ho Jlimato meglio acquetar-mi a cancellar Tobiezione intera con la sua risposta•
X. Ecco quanto io diceva allora confidentemente ali*Amico sopra tale proposito: ed ecco, donde ho io ri-tratto il paragrafo, che ho fatto stampare, e confrontipure chiunque vuole un testo con l’altro, anzi venga ariscontrarlo con l’originale di detta Lettera, e poi giu-dichi , se io ne abbia alterato il senso , come dice il dot-tissimo Avversario, e trasformatolo A modo mio , ò pure,se sia esattamente quel medesimo, non da me rifatto acapriccio, nè ideato a similitudine di quello, che avevaa memoria ( come pare, che abbia fatto il Sig. M.,nelle parole da lui surrogate j ed attribuitemi, come disopra abbiamo veduto, ) ma trascritto a capello da unacopia fatta su l’originale, eh’era ancora in mio potere,e con tutta confidenza trasmessa fu di quel tempo al so-praddetto dignissimo , e virtuosissimo Religioso , peresporre il mio sentimento al purgato giudizio di esso :nella quale occasione niuno potrà giammai sospettare.,eh'io potessi alterarlo, ò almeno, io non ne veggo mo-tivo alcuno, nè men per ombra. Nè può già egli pre-tendere , che almeno in questa Lettera io abbia adessorassettato il testo a mio modo, non essendovi in essa, nècassatura, nè postilla veruna, nè glossa interlineare: co-me per altro è stato osservato da persona degna di fede,che alcune ce ne siano nelle Lettere, che dall’Avversariosono state citate a sua difesa, e contro sonore del Vi-viam.
XI. Anzi da questa mia Lettera, scritta di quel tem-po , quando era ancor fresca la memoria del fatto, vienconfutata la seconda mentita } che mi dà l’Avversario,
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