184 , Risposta Apologetica,
per aver io asserito, eh*egli mi consigliasse a voler sciorrequelPofîiezione con la dottrina del Galileo, circa il con-tinuo Composto d’infiniti punti; imperciocché attestando '
10 questo stesso nella detta Lettera , quando non aveaoccasione, ò motivo di finger tal cosa, e vi ha ogni ap-parenza, che narrassi il successo con tutta fedeltà, senzapunto alterarlo , convien pur dire , eh’ egli veramenteallora a ciò mi consigliasse ; ò che almeno parlò in modotale, che io intesi, che a ciò indurre mi volesse ; qua-lunque poi fosse la sua intenzione nel propormi, ò ricor-darmi allora ( com’ egli per altro confessa ) quella sen-tenza- Aggiungo di più, che quindi ancora si fa mani-festa Tinsussistenza della terza ( già di sopra accennata)opposizione, datami di passaggio , con dire, che la storiadella Revisione del Libro , fosse Vorigine , e quafi fonte ,ond ’ è derivato ogni mio rancore contro dt esso mto Avver-sario ; quasi che io mi offendessi, eh’ egli si mostrasse re-stìo in approvare quel mio pensiero, ed avessi a male,eh’egli esercitasse un tale uffizio, come più parve a luì
11 dovere di farlo ; imperocché si vede chiarissimamentedal tenore dell’addotta Lettera, che io nel riferire que-sto fatto ali’Amico, non solamente punto non mi lamen-to del Censore , come mi averebbe permesso di fare laconfidenza, se ne avessi conceputo rancore ; e massimesul maggior bollore di esso, quando era ancor fresca lapiaga ; ma anzi cerco di dar buon colore al pretesto dellaCensura, sicché irragionevole non apparisse al mio Con-fidente; e di più mi contengo ancora ivi daU’additareil nome proprio del Censore, che molto bene era co-gnito al P. Ce va : acciocché, in caso di non approvarequella Censura, non sapesse egli a chi determinatamentesi applicasse il difetto di troppo scrupoloso, ò indiscre-to Censore : tanto era lungi, dàll’aver io per ciò conce-puto verso di lui , rancore veruno ; siccome egli stessonon può mai dire, che dal 1703, in cui segui il fatto,al 1710, in cui stampai quel paragrafo, io abbia giam-mai seco mancato a verun atto di civiltà, ò convenienza;né è in conto veruno probabile , che io potessi covareper tanti anni il preteso rancore, ed aspettassi tanto a